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Elezioni regionali, M5S andrà da solo in Emilia Romagna e Calabria

L'unica alleanza che il Movimento ritiene possibile è con delle liste civiche legate al terrotorio.

Elezioni regionali m5s

Dopo la sconfitta dell’alleanza Pd-M5S alle recenti regionali in Umbria, che hanno visto vincere la candidata del centrodestra con oltre 20 punti di distacco dall’avversario, il Movimento ha scelto di candidarsi da solo alle prossime elezioni.

M5S su elezioni regionali

Ad annunciarlo è stata la grillina Maria Edera Spadoni, vicepresidente della Camera. Queste le sue parole: “Siamo tutti concordi nel presentarci da soli, senza fare alleanze con i partiti, in occasione delle prossime regionali in Emilia-Romagna“. Con questo intende dire, come confermato anche da Di Maio, che non si alleeranno con nessun’altra forza politica ma soltanto con eventuali liste civiche. Questo perché secondo loro l’aver corso insieme ad un altro partito, che sia Lega o Partito Democratico, non ha fatto altro che danneggiarli e farli calare nei consensi.

Il leader pentastellato non ritiene comunque che le prossime regionali possano essere considerate un banco di prova per il governo.

Più che sapere quale regione avrò effetti sul governo agli italiani interessa di più quanto abbassiamo le tasse e quanti incentivi mettiamo sulla famiglia“, spiega ospite da Maurizio Costanzo.

Luigi Di Maio al Maurizio Costanzo Show

Tanti i temi affrontati nell’intervista, dalla sua giovinezza al perché ha deciso di non fare il Presidente del Consiglio. In merito a quest’ultimo punto ha chiarito di aver rifiutato per ben due volte di assumere questa carica. La prima perché avrebbe dovuto presiedere un governo con l’intero centrodestra, e lui con Berlusconi non vuole averci nulla a che fare. La seconda perché non riteneva affidabile Salvini che gliel’aveva proposto dopo aver fatto cadere il governo senza nemmeno averlo avvisato.

In merito al rapporto con l’ex ministro dell’Interno, spiega che il chiarimento non è all’ordine del giorno.

Io mi fido delle persone fino a prova contraria, ma quando arriva la prova contraria per me finisce lì“, ha tagliato corto.

É poi intervenuto sul caso di Giulio Regeni, il ragazzo che in Egitto è stato ucciso diversi anni fa senza che ancora le circostanze della morte siano chiare. Ha spiegato che la Procura egiziana non parla con la nostra da circa un anno, ma dopo una serie di incontri è arrivata una lettera da parte loro che manifesta l’intenzione di riallacciare i rapporti. “Non è sufficiente ma speriamo nei prossimi giorni che si inizi subito a lavorare“, continua.

In merito alla prima cosa che ha intenzione di fare da ministro degli Esteri, risponde con sicurezza il rilancio del made in Italy.

E annuncia di aver siglato degli accordi per esportare i nostri prodotti in India e Cina. “Questo garantirebbe il non spostamento delle industrie all’estero e il mantenimento della produzione sul suolo nazionale“.

Costanzo ha poi voluto dedicare un piccolo spazio alla sua infanzia e giovinezza. Ha raccontato che da piccolo amava giocare con i cugini e voleva fare il poliziotto, ma una volta diventato rappresentante degli studenti al liceo ha capito che la sua strada era quella della politica. Di qui si è iscritto al Movimento nel 2007, prima ancora che fosse tale, ed è stato eletto alla Camera nel 2013.

Ha poi concluso parlando dell’amicizia che lo lega a Lino Banfi, persona che lui conosce e stima e che ha spinto per nominare rappresentante presso un organo che riguarda l’Unesco.


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