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Lega boccia proposta pro clima a Venezia: poco dopo aula allagata

L'aula del Consiglio Regionale che ha sede a Venezia si è allagata poco dopo la bocciatura di alcuni emendamenti pro clima.

Aula consiglio Venezia allagata

Nella serata di martedì 12 novembre 2019, in cui l’acqua alta a Venezia ha raggiunto il record di 187 cm, si è allagata anche l’aula in cui era riunito il Consiglio regionale. Un fatto che non stupisce, alla luce dei danni provocati dalla marea, ma che si verifica proprio poco dopo la bocciatura da parte del centrodestra di alcuni emendamenti per il contrasto ai cambiamenti climatici proposti dal Partito Democratico.

Allagata aula del Consiglio Regionale a Venezia

A rendere nota la circostanza è stato Andrea Zanoni, consigliere regionale di opposizione. Ha spiegato che l’aula di palazzo Ferro Fini si è allagata due minuti dopo che Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia avevano votato contro le proposte dei dem volte a contrastare i cambiamenti climatici. Tra queste, spiega, vi era la richiesta di finanziamenti per le fonti rinnovabili, le colonnine elettriche e la sostituzione degli autobus a gasolio con altri più efficienti e meno inquinanti.

Senza togliere quelli da destinare alla riduzione dell’impatto della plastica e alla rottamazione delle stufe.

Ciò che ha voluto dimostrare è che mentre la maggioranza votava contro la lotta ai cambiamenti climatici, questi si palesavano nel Consiglio sotto forma di allagamento. Un evento che lui riconduce all’innalzamento dei mari dovuto allo scioglimento dei ghiacciai causato dal riscaldamento globale. Proprio quello che vanta di aver difeso contro una coalizione che invece ha tentato di negarlo.

L’allagamento ha causato l’immediata fuga di consiglieri, assessori, funzionari e tutti coloro che erano presenti. Una circostanza che secondo lui poteva essere evitata, dati i numerosi bollettini e le diverse allerte dei giorni precedenti. Ma nonostante ciò, accusa, il Presidente ha voluto comunque riunire l’aula creando una serie di disagi aggiuntivi.

Una dimostrazione dell’inconsistenza e della nullità politica dell’attuale misera azione amministrativa di questo governo veneto“.

Sindaco di Venezia: “Colpa dei cambiamenti climatici”

A riconoscere che il fenomeno dell’acqua alta sia riconducibile ai cambiamenti climatici è stato lo stesso sindaco di Venezia Luigi Brugnaro sostenuto, tra le altre liste, dall’intera coalizione di centrodestra. La stessa che in Consiglio ha bocciato il contrasto al riscaldamento globale. E che ora non può fare a meno di ammettere anch’essa la necessità di combatterlo. Il sindaco ha ribadito la connessione tra i due fenomeni in un collegamento da Piazza San Marco e l’ha rimarcata postandola sui suoi profili social.

Lo stesso Luca Zaia, big del Carroccio, ha definito quanto accaduto “una devastazione apocalittica e totale, con danni inimmaginabili e l’80% della città sott’acqua“.


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