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Elisabetta Trenta, polemiche sulla casa da ministro passata al marito

L'ex ministro della Difesa Elisabetta Trenta è finita al centro delle polemiche per aver fatto riassegnare al marito militare la sua casa di servizio.

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L’ex ministro della Difesa Elisabetta Trenta è in queste ore al centro delle polemiche per una rivelazione fatta dal Corriere della Sera, il quale ha denunciato come l’esponente del M5s viva ancora nella casa di servizio assegnatale quando era a capo del dicastero. La Trenta però ha specificato di non avere alcun obbligo di lasciare l’appartamento, che sarebbe stato successivamente riassegnato in maniera legittima al marito, militare di professione. Affermazioni quelle dell’ex ministro che hanno scatenato l’indignazione delle opposizioni e del suo stesso partito.

Polemiche sulla casa dell’ex ministro Trenta

In risposta alle critiche ricevute, Elisabetta Trenta ha cercato di spiegare come a partire dal giorno in cui ha smesso di essere ministro abbia avuto tre mesi di tempo per poter lasciare l’alloggio, termine non ancora scaduto essendo passati poco più di due mesi dall’insediamento del governo Conte II.

L’ex ministro ha poi aggiunto la motivazione per la quale la casa sia stata poi assegnata al marito: “Succede che nel frattempo lo stesso appartamento sia stato riassegnato a mio marito che come è noto è ufficiale dell’Esercito Italiano con il grado di maggiore e svolge attualmente un incarico di prima fascia, incarico per il quale è prevista l’assegnazione di un alloggio del medesimo livello di quello che era stato a me assegnato”.

Un’assegnazione quindi apparentemente legittima, che però non è sufficiente nemmeno per il leader del M5s Luigi Di Maio, il quale preferirebbe che la Trenta seguisse le procedure standard per questi casi: “Sicuramente il marito avrà diritto a quell’alloggio. Ma è opportuno che in questo momento la ministra, dopo aver avuto tre mesi di tempo per lasciarlo, lasci quell’alloggio.

Poi il marito farà la richiesta per ottenere l’alloggio come tutti gli ufficiali dell’Esercito seguendo la normale graduatoria. È la cosa più corretta da fare”.

Le critiche dall’opposizione

Le polemiche maggiori verso l’ex ministro della Difesa arrivano dalla coalizione di centrodestra, con la vicepresidente di Forza Italia in Senato Licia Ronzulli che parla di doppia morale dei grillini: “Urlano ‘onestà’ ma pensano solo a occupare le poltrone e, a quanto pare, gli appartamenti di servizio”.

Parole simili anche dall’epsonente di Fratelli d’Italia Francesco Lollobrigida, che cita il viceministro pentastellato allo Sviluppo Economico Stefano Buffagni: “L’ipocrisia del Movimento 5 stelle non ha limiti e pur di rimanere attaccati alle poltrone si insultano e scaricano le responsabilità a vicenda. Buffagni e il Movimento 5 Stelle sapevano bene che la Trenta, già consigliere comunale del Ccd (Centro Cristiano Democratico ndr), aveva imparato a far politica nei partiti che loro dicono di combattere, ma dai quali mutuano le peggiori abitudini”.

In precedenza infatti Buffagni, pur ritenendo ineccepibile la risposta della Trenta, aveva ritenuto il suo atteggiamento come un riflesso della contaminazione del mondo politico, capace di traviare anche il più integerrimo dei grillini: “Noi siamo nati con un’altra missione, stare nei palazzi rischia sempre di contaminarci, di cambiarci ed è contro questa “droga” che dobbiamo tenere alta l’attenzione.

[…] Capisco che durante il mandato possano nascere esigenze funzionali. Ma se fosse stato uno del Pd o uno della Lega ad assegnare al marito una casa di quel genere da tenere anche dopo il mandato cosa avremmo detto?”.

Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.


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Jacopo Bongini

Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.

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