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Mattia Santori: “Si apre una nuova fase delle Sardine”

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Alla vigilia della manifestazione romana delle Sardine, Mattia Santori ha spiegato la differenza tra le loro piazze e quelle di Salvini

Mattia Santori

Alla vigilia della manifestazione romana delle Sardine, Mattia Santori è stato ospite della punta di venerdì 13 dicembre di Propaganda Live. Per l’occasione, il leader delle Sardine bolognesi ha spiegato le fasi del movimento, il futuro e la differenza tra le loro piazze e quelle di Salvini.

Le parole di Mattia Santori

Mattia Santori, alla vigilia della manifestazione di Piazza San Giovanni di sabato 14 dicembre, spiega, nel corso dell’ultima puntata di Propaganda Live, la differenza tra la piazza dei sostenitori di Salvini e quella delle sardine. A tal proposito ha affermato: “Ogni piazza va rispettata. Credo che quando ci siano persone in piazza vada rispettata la loro opinione e probabilmente noi torniamo in piazza proprio perché abbiamo visto quelle piazze che si riempivano con altri messaggi.

Anche questo ha scatenato questa reazione”. Per poi sottolineare come, inoltre, rispetto alle piazze di Salvini, le Sardine abbiano uno “stile differente“.

Per quanto riguarda la regia che vi è dietro al funzionamento del movimento delle Sardine, inoltre, Santori ha affermato che: “Al momento abbiamo una rete di referenti che è nata in maniera spontanea. Abbiamo chiesto ai referenti di entrare nella chat nazionale, che all’inizio aveva 20 persone adesso ne siamo 120″.

Inevitabile, poi, un commento sulle recenti polemiche su Casapound. A tal proposito Mattia Santori ha sottolineato come ci sia “un rischio strumentalizzazione”. Per poi aggiungere: “ma di gente di destra in piazza ne ho vista davvero poca. Se c’era era ben nascosta. È già successo che qualcuno abbia anche portato una bandiera rossa in piazza, ma la gente ha fatto subito notare che era fuori luogo”.

Per finire un punto di riflessione su quello che sarà il futuro del movimento delle Sardine.

“Innanzitutto ci conosceremo, perché per ora siamo 120 coordinatori e non ci siamo mai visti di persona. E poi cominceremo a riflettere su quello che abbiamo costruito fin qui, a come non far andare sprecato quanto fatto finora. Ci sarà una fase 2, ossia un ritorno al territorio, noi in Emilia-Romagna per le elezioni regionali e anche in Calabria. E dopo vedremo, dopo il 27 gennaio si aprirà una fase 3, che non sappiamo ancora cosa sarà”.

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