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L’opinione di Fabrizio Boschi

Elettori delusi dai 5 Stelle: anche il “popolo” a volte sbaglia

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La democrazia è una cosa seria, che porta con sé grandi responsabilità e fa anche gradi disastri, a volte.

delusione m5s anche il popolo sbaglia
delusione m5s anche il popolo sbaglia

Inutile continuare a raccontarsela. Il popolo non ha sempre ragione. Il popolo può sbagliare eccome. E lo ha fatto tante volte nella storia.Il popolo può sbagliare eccome. E lo ha fatto tante volte nella storia. Il popolo ha votato il fascismo in Italia e il nazismo in Germania. Il popolo ha votato per quel comunismo e quel muro di cui oggi si celebra la caduta. Il popolo ha votato per quel pentapartito per cui ha invocato poi tangentopoli. Il popolo ha votato anche un’idea vuota e malsana come la Brexit, che adesso politici di quart’ordine stanno cercando di riempire con qualcosa e che travolgerà presto il Regno Unito. Il popolo ha votato per liberare quell’assassino di Barabba.

Egli venne liberato dalla folla che era stata chiamata ad esprimersi dal governatore romano Ponzio Pilato, su chi rilasciare tra lui e Gesù. Il popolo sbaglia. E anche di brutto.

Invece di chiedere al cittadino se voterebbe ancora il M5s, chiediamogli invece se si fida ancora della sua capacità di giudizio. Il sondaggio non andrebbe fatto tanto sui grillini, quanto su chi li ha votati. Perché non è colpa di chi va al governo ma di chi ce li manda. A loro andrebbe chiesto: cosa pensi oggi della tua scelta? Come mai non credevi che sarebbe andata così? Pensavi davvero che il M5s si sarebbe alleato con tutti pur di non staccarsi dalle poltrone? Che i grillini non avrebbero risolto i problemi degli italiani come avevano promesso? Immaginavi Di Maio così manovratore e Di Battista ti piace ancora? Fico presidente della Camera è apprezzabile? Quali informazioni avevi e quali ti mancavano per averti fatto prendere quella decisione di voto?

La delusione degli elettori M5s

Un italiano su due che hanno votato il M5s oggi non lo rifarebbe: lo dicono i sondaggi.

Prendiamo per esempio la Raggi: eletta col 67%, ora solo uno su dieci la rivoterebbe. Si è dimostrata incapace di risolvere i problemi maggiori della Capitale, non ha saputo neppure formare una giunta di assessori che durasse, non è riuscita a scegliere collaboratori che non finissero sotto inchiesta dopo qualche mese, e nemmeno noleggiare bus a norma, o evitare che Roma affogasse sotto la spazzatura o fosse invasa dai topi. Eppure lei stessa, quando venne eletta, disse che quello era un momento “storico”. Beh, in un certo senso aveva ragione.
Eppure che non fosse all’altezza molti l’avevano detto e scritto da prima che si candidasse. Ma i romani hanno creduto lo stesso in lei e non hanno creduto a quanti le urlavano dietro che sarebbe stata incapace di caricarsi sulle spalle il peso di Roma.

Il popolo ha creduto non solo a lei ma anche a tutta la favoletta del M5s che sconfiggerà corruzione, malaffare e povertà.

Alla Lezzi che piccona l’Ilva e propone la coltivazione delle cozze. Alla Appendino che fa scappare da Torino la manifestazione del Valentino. A Di Maio che sconfigge la povertà e fa ritirare l’ambasciatore francese. Al No Tav, al No Tap e ai No Vax. A Grillo, che voleva trasformare la più grande e moderna acciaieria d’Europa in un parco divertimenti. A Toninelli, che voleva negozi e bar sotto il ponte e attraversare il traforo del Brennero.

Poi però messi alla prova del governo, i voti si sono dimezzati, se gli va bene. Il popolo ha sbagliato e oggi lo ammette. Aveva creduto in loro perché non era più possibile credere ad altri, ma il meno peggio è risultato essere il peggiore di tutti.

Anche il popolo sbaglia

La democrazia è una cosa seria, che porta con sé grandi responsabilità e fa anche gradi disastri, a volte.

Non sempre la democrazia paga e non sempre regala ai Paesi governi illuminati. Perché spesse volte il popolo è ignorante, non sa per chi votare ed entra nelle urne completamente digiuno di tutto, trattando la politica, che è ancora una cosa serissima, alla stregua di una partita di calcio. Per forza poi perde, anzi perdiamo tutti. E visto che in democrazia solo il voto popolare può cancellare la democrazia, va difesa soprattutto da se stessa. Dandole gli strumenti per crescere, per imparare dai propri giudizi. Affinché non creda alle bufale, alle promesse fasulle e alle ricette facili, il popolo andrebbe posto davanti alle sue decisioni, per elaborarle alla luce dei risultati prodotti.

L’atteggiamento assolutorio che gli elettori hanno e che i giornalisti agevolano è un sintomo di scarsa democrazia e, in ultima analisi, di poco rispetto per il popolo. Ma il popolo, in democrazia, che ci piaccia oppure no, va rispettato. Anche quando sbaglia di brutto. Come in questo caso. Questa è la democrazia.

Fabrizio Boschi, classe 1974, originario di Fucecchio (Firenze), è laureato in Relazioni internazionali alla facoltà di Scienze Politiche "Cesare Alfieri" di Firenze. Dopo qualche esperienza all'estero nelle organizzazioni internazionali (Osce, Croce Rossa Internazionale), intraprende la carriera giornalistica. Professionista dal 2008, dal 2002 al 2006 scrive per il "Cittadino Oggi" di Siena. Dal 2006 al 2010 lavora al "Giornale della Toscana", come inviato di cronaca nera e sanità. Nel 2010 assume l'incarico di capo ufficio stampa del Comune di Castiglione della Pescaia (Grosseto). Nel 2011 lavora a Roma come assistente parlamentare. In quel periodo collabora anche per l'emittente toscana "Italia 7". Dal 2012 vive a Milano e scrive per la redazione politica de "Il Giornale". Oggi collabora per diversi siti e testate. Ha scritto tre libri, l'ultimo uscito nel 2014 sulla scalata politica di Matteo Renzi: "La grande illusione" (Amon edizioni).


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Fabrizio Boschi, classe 1974, originario di Fucecchio (Firenze), è laureato in Relazioni internazionali alla facoltà di Scienze Politiche "Cesare Alfieri" di Firenze. Dopo qualche esperienza all'estero nelle organizzazioni internazionali (Osce, Croce Rossa Internazionale), intraprende la carriera giornalistica. Professionista dal 2008, dal 2002 al 2006 scrive per il "Cittadino Oggi" di Siena. Dal 2006 al 2010 lavora al "Giornale della Toscana", come inviato di cronaca nera e sanità. Nel 2010 assume l'incarico di capo ufficio stampa del Comune di Castiglione della Pescaia (Grosseto). Nel 2011 lavora a Roma come assistente parlamentare. In quel periodo collabora anche per l'emittente toscana "Italia 7". Dal 2012 vive a Milano e scrive per la redazione politica de "Il Giornale". Oggi collabora per diversi siti e testate. Ha scritto tre libri, l'ultimo uscito nel 2014 sulla scalata politica di Matteo Renzi: "La grande illusione" (Amon edizioni).

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