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Gregoretti, la memoria di Salvini: “Conte difendeva la mia linea”

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Sono sette le e-mail scambiate tra Palazzo Chigi e il Ministero degli Esteri, secondo la memoria depositata da Matteo Salvini sul caso Gregoretti.

salvini gregoretti
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Matteo Salvini ha presentato la sua memoria relativa al caso Gregoretti alla Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari nella giornata di venerdì 3 gennaio 2020. Sarebbero sette le e-mail scambiate con il gabinetto del Ministero per ribadire come il premier Giuseppe Conte avesse dato sostegno alle azioni intraprese contro la nave della Guardia Costiera italiana. I messaggi del leader della Lega inoltre, sono stati inviati tra il 25 e il 31 luglio 2019 tra il ministero degli Esteri e Palazzo Chigi. La nave Gregoretti con 131 migranti a bordo era stata bloccata dall’ex Ministro degli Interni nel porto di Augusta.

Gregoretti, la memoria di Salvini

Matteo Salvini ha agito nell’interesse dell’Italia quando ha deciso di bloccare al porto di Augusta la nave Gregoretti: questo è quanto emerge dalla sua memoria. Venerdì 3 gennaio, infatti, il leghista ha presentato una trentina di pagine di documenti e allegati per ripercorrere fedelmente quanto nel luglio scorso.

Secondo quanto ricostruito, l’azione contro la Gregoretti è stata intrapresa col pieno coinvolgimento di Palazzo Chigi e dei Ministeri competenti. Il caso, inoltre, sarebbe sovrapponibile a quello della nave Diciotti. Con queste dichiarazioni, quindi, si chiede di negare il via libera del Tribunale di Catania per rinviare a giudizio Salvini, accusato di sequestro di persona. La Giunta esaminerà la richiesta il prossimo 20 gennaio.

Salvini ha ribadito che le e-mail scambiate con il gabinetto delle Presidenza del Consiglio dimostrerebbero che “la gestione dei migranti non rappresentava l’espressione della volontà autonoma e solitaria del Ministero dell’Interno”. Il blocco della nave sarebbe stata “una iniziativa del Governo italiano“. L’azione, in sintesi, “non può essere svilita come mera posizione politica avulsa dalla complessiva strategia dell’Esecutivo”.

Conte, Di Maio e Bonafede

Salvini ha citato anche l’ex vicepremier e l’ex titolare della Giustizia del governo giallo-verde (rispettivamente Luigi Di Maio e Alfonso Bonafede).

Questi ultimi, insieme al premier Giuseppe Conte, avrebbero “difeso la mia linea”. Inoltre, la Presidenza del Consiglio si sarebbe attivata in prima persona per la redistribuzione dei migranti in Europa.

Nata a Verona, classe 1998, studentessa universitaria presso la facoltà di "Comunicazione e Società". Prima di collaborare con Notizie.it, ha scritto per L'Arena.


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Nicola VELLA

Giuseppe CONTE, Luigi DI MAIO, Alfonso BONAFEDE, “uomini” inaffidabi, mettono la maschera di Giuda, svendendo, con un atto politico sconsiderato, la sovranità di un governo al potere giudiziario.
Questo si, un tornaconto politico personale!
Chi vivrà, vedrà.


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Laura Pellegrini

Nata a Verona, classe 1998, studentessa universitaria presso la facoltà di "Comunicazione e Società". Prima di collaborare con Notizie.it, ha scritto per L'Arena.

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