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Se vince in Emilia, Giorgia Meloni chiede nuove elezioni nazionali

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Secondo Giorgia Meloni, l'Emilia-Romagna confermerà o meno se il popolo vuole il governo Conte

Giorgia Meloni
Giorgia Meloni

Giorgia Meloni, ospite alla trasmissione di Rtl 102.5 ha dichiarato: “L’istituto dello scioglimento anticipato delle Camere previsto dalla nostra Costituzione è lo strumento che il Presidente della Repubblica ha quando dovesse ravvisare che c’è troppa differenza, troppa distanza, tra quello che è il sentimento del popolo e quelle che sono le scelte del palazzo. Quindi se si vince in Emilia Romagna il giorno dopo chiederò elezioni anticipate, scioglimento delle Camere anticipato al Presidente della Repubblica, perché ritengo che sia nelle sue disponibilità e nei suoi poteri e penso che sia anche la cosa giusta da fare”.

Le elezioni in Emilia-Romagna

Giorgia Meloni, riguardo alle recenti elezioni regionali, ha aggiunto: “Perché le elezioni in Emilia Romagna da questo punto di vista sono così significative? Perché, a differenza della Calabria, che è una Regione dove c’è stata una normale politica dell’alternanza in questi anni, in Emilia Romagna fino a due anni nessuno credeva lontanamente che potesse esserci un centrodestra non vincente, ma competitivo.

Per cui se anche i cittadini di quella che è la cassaforte della sinistra in Italia dicono che la sinistra la vogliono mandare a casa, ma come altro lo devono dire gli italiani che questo governo non lo vogliono?

La richiesta di Giorgia Meloni a Mattarella

Giorgia Meloni ha spiegato così la sua possibile iniziativa in seguito alle elezioni: “Se prendete ‘Istituzioni di diritto pubblico’ di Costantino Mortati, membro dell’Assemblea costituente, uno dei principali giuristi italiani, dice che lo scioglimento anticipato delle Camere è esattamente lo strumento del quale il Presidente della Repubblica dispone quando dovesse ravvisare che c’è un’eccessiva distanza tra quello che accade nel palazzo e il sentimento del popolo“.

Ha aggiunto: “Non ho la pretesa di insegnare il lavoro al Presidente della Repubblica, ma non condividerei una scelta diversa”, infatti “insisto nel dire che a norma di Costituzione il Presidente della Repubblica non è un banale notaio che deve certificare se esiste o non esiste una maggioranza in Parlamento, è un elemento di garanzia”.

La leader di Fratelli d’Italia ha aggiunto osservazioni riguardo le recenti dimissioni di Luigi di Maio.

“Quello che sta facendo Di Maio con il Movimento 5 stelle, simile a quello che dall’altra parte tenta di fare anche Zingaretti con il Partito democratico quando dice cambiamo tutto, il simbolo, il nome, è semplicemente un modo per far finta di rivoluzionare dei partiti e tenersi il governo, che è il vero tema”, conclude Meloni.

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