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Salvini al citofono, il 17enne: “Ora tutti mi chiamano spacciatore”

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Salvini ha citofonato ad una famiglia nella periferia bolognese per chiedere se lì si spacciasse. Vediamo cosa ha risposta il ragazzo in questione.

Matteo Salvini

In Emilia-Romagna per proseguire la campagna elettorale in vista delle imminenti votazioni regionali, Matteo Salvini si è reso protagonista di un episodio che ha dato il via ad una serie di polemiche. L’ex ministro dell’Interno, infatti, ha citofonato ad una famiglia nella periferia bolognese per chiedere se lì si spacciasse. Vediamo assieme cosa ha risposta il ragazzo in questione.

Le dichiarazioni del 17enne

“Vi ringrazio tutti per essere venuti. Fino a quattro giorni fa mi conoscevano come Yaya “la cartola” ora mi vedono come Yaya lo spacciatore. È stata davvero una botta dura per me”, ha dichiarato il giovane tunisino in occasione della manifestazione al Pilastro a cui ha partecipato con il suo avvocato, Cathy La Torre. Oltre 300 persone alla manifestazione, con l’intento di rivendicare orgoglio e dignità di un quartiere che si proclama “offeso” dal blitz di Matteo Salvini.

Se tutto questo non bastasse, sempre tramite social il legale del ragazzo ha deciso di postare un video su Facebook con il tunisino di spalle, in quanto minorenne.

Nel corso di questa breve chiacchierata il ragazzo ha dichiarato di non aver “mai spacciato, non ho precedenti penali, non sono indagato”. Secondo il ragazzo, poi, la possibile ragione per cui quella donna lo ha indicato come spacciatore: “Ho avuto a che fare con la signora perché scoppiavamo petardi sotto casa”. Quindi, secondo il 17enne, la signora lo avrebbe associato agli spacciatori del quartiere Pilastro.

Dal suo canto il leader della Lega, Matteo Salvini, non fa marcia indietro: “Con la droga io non sono garantista, la droga è morte. Se quel ragazzo non è uno spacciatore avrà tutte le mie scuse, ma lascio che polizia a carabinieri appurino la verità. Per ora l’unica vittima è la signora che ha segnalato lo spaccio a cui hanno sfasciato la macchina”.

Sempre nel corso della sua intervista a Agorà ha aggiunto: “Avevo informazioni sullo spacciatore del Pilastro, non solo dalla signora ma anche dal quartiere: dove ci sono mamme e ragazze che combattono la droga per me è un dovere stare con loro”.

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