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Coronavirus, in arrivo nuove misure: si va verso divieto di attività all’aperto

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Il governo ha annunciato nuove misure contro il coronavirus: queste potrebbero arrivare entro le prossime 48 ore.

coronavirus nuove misure
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Il ministro degli Affari Regionali ha affermato che nelle prossime 24-48 ore il governo potrebbe varare nuove misure più stringenti per contenere il coronavirus. La decisione verrà presa alla luce del crescente numero di contagiati, di morti e di individui che non rispettano le norme imposte.

Coronavirus: nuove misure in arrivo

Si tratterebbe di misure che andrebbero a integrare l’ultimo DPCM che decretava la chiusura delle attività commerciali. In particolare la direzione sarebbe quella di andare verso un divieto totale di attività fisica all’aperto dopo gli abusi dei giorni precedenti ma anche quello di recarsi nelle seconde case.

Questi motivi non saranno quindi più accettati come validi sui moduli di autodichiarazione e, se ci si spostasse per tali ragioni, si rischierebbe la denuncia.

Smentita poi la notizia, inizialmente trapelata, riguardante la chiusura di supermercati e ipermercati nei centri commerciali e nei weekend. Fonti di Palazzo Chigi hanno precisato che tutti i negozi di generi alimentari, compresi i supermercati, resteranno aperti anche nel fine settimana.

Maggiori dettagli saranno forniti al massimo entro la giornata di domenica 22 marzo 2020. Intanto alcuni governatori si sono già mossi autonomamente per firmare ordinanze che rendano più stringenti le nome governative. Zaia ha concesso infatti attività motorie all’aperto soltanto entro 200 metri dalla propria abitazione così come ha decretato lo stop nei weekend ai negozi di alimentari.

Il governo prevede picco il 28 marzo

Le nuove misure potrebbero venir adottate anche in previsione del picco di contagi che dovrebbe avvenire il prossimo 28 marzo 2020. Si tratta della previsione matematica di un grafico posseduto da Palazzo Chigi che mostra come i casi positivi potrebbero raggiungere i 50 mila (quasi quanto la provincia cinese di Hubei, epicentro dell’epidemia) e i morti arrivare a 10 mila. Dati allarmanti che avrebbero reso necessari interventi più drastici anche alla luce delle decine di migliaia di denunce fatte dalle forze dell’ordine a individui che non rispettano i divieti.

Nata in provincia di Como, classe 1997, frequenta la facoltà di Lettere presso l'Università degli studi di Milano. Collabora con Notizie.it


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Debora Faravelli

Nata in provincia di Como, classe 1997, frequenta la facoltà di Lettere presso l'Università degli studi di Milano. Collabora con Notizie.it

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