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Coronavirus, raggiunto l’accordo con l’Europa: proposte entro due settimane

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Conte ha siglato un accordo con l'Europa sul tema coronavirus: verrà presentata, entro due settimane, una proposta di lungo periodo.

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Dopo 6 ore di videoconferenza e il rifiuto della bozza sugli aiuti, il premier Conte ha raggiunto l’accordo con l’Europa attraverso un documento approvato da tutti e 27 gli Stati membri. Da quanto si apprende, dunque, la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, e il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, hanno due settimane per presentare una proposta di lungo periodo. Conte, Macron e Sanmchez lanciano lo stesso attacco ai leader dei Paesi del Nord: “Se qualcuno dovesse pensare a meccanismi di protezione personalizzati se li può tenere”. E Conte aggiunge anche: “L’Italia non ne ha bisogno, abbiamo le carte in regola con la finanza pubblica”. L’ultimatum è chiaro: se l’Ue non agirà, l’Italia è pronta a fronteggiare l’emergenza da sola.

Coronavirus, l’accordo con l’Europa

Nelle conclusioni del documento approvato che sancisce l’accordo dell’Europa sul coronavirus si legge: il Consiglio Europeo “prende atto dei progressi compiuti dall’Eurogruppo” e “in questa fase” invita i ministri delle Finanze della zona euro “a presentare proposte entro due settimane“.

Spetta dunque alla presidente della Commissione e al presidente del Consiglio elaborare proposte di lungo periodo. Il tutto, ricordiamo, entro due settimane (e non 10 giorni come proponeva la Spagna).

Un vertice che è durato 6 ore e che ha visto divergenze di vasta portata prima di trovare un punto di unione. “Oggi è stata l’occasione per uno scambio politico, estremamente intenso e denso e di qualità per progettarsi nelle prossime settimane e mesi”. Questo il commento del presidente del Consiglio Europeo, che aggiunge: “Abbiamo chiesto all’Eurogruppo di continuare un lavoro intenso sul piano delle proposte da fare per far fronte alla emergenza e sulla stabilità della Ue”.

“Non abbiamo parlato nello specifico delle condizionalità o meno del Mes” ha specificato invece la Merkel.

E a chi preferisce i coronabond “ho spiegato che dal punto di vista tedesco noi preferiamo il Mes, come strumento, che è stato fatto per le crisi”. “Ma non siamo andati nello specifico – conclude infine – e adesso la questione passa ai ministri delle Finanze”.

Nata a Verona, classe 1998, studentessa universitaria presso la facoltà di "Comunicazione e Società". Prima di collaborare con Notizie.it, ha scritto per L'Arena.


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Laura Pellegrini

Nata a Verona, classe 1998, studentessa universitaria presso la facoltà di "Comunicazione e Società". Prima di collaborare con Notizie.it, ha scritto per L'Arena.

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