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Coronavirus, ecco il decreto per imprese e famiglie: dubbi su riaperture

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È previsto per stasera il Cdm in cui verrà discusso il decreto del governo sugli aiuti a famiglie e imprese: cruciale il dialogo con le opposizioni.

bozza dpcm

Dovrebbe arrivare tra poche ore l’approvazione da parte dell’esecutivo del nuovo decreto per le imprese da circa 200 miliardi di euro per contrastare l’emergenza coronavirus. Dopo il decreto Cura Italia, quindi, Giuseppe Conte sta ancora cercando un’intesa con le opposizioni: alla Lega, però, non piace l’idea di far arrivare i contributi tramite il fondo Salva-Stati, così come M5s frena al Mes. Prima di Pasqua potrebbe poi arrivare un ulteriore decreto a sostegno delle imprese: al suo interno ci potrebbero essere aiuti fino a 40 miliardi con misure a sostegno di sanità, aziende, lavoratori, enti locali e famiglie.

Misure sostegno per imprese e famiglie

Il decreto al quale sta lavorando il governo, che va a completare il Cura Italia, prevede una serie di misure a sostegno di imprese e famiglie nel tentativo di ammortizzare gli effetti della sospensione delle attività produttive stabilita dalle ordinanze governative contro il coronavirus. Esse sono:

  • garanzia per 200 miliardi di credito per le aziende medie e grandi fino al 25% del fatturato,
  • 500 miliardi di liquidità a favore delle imprese italiane in crisi,
  • rifinanziamento della cassa di integrazione,
  • rinvio delle tasse,
  • aumento del contributo agli autonomi da 600 a 800 euro.

Potrebbe arrivare anche una sospensione delle tasse per chi ha subito gravi perdite e un fondo per ripartire con le diverse attività, In arrivo, infine, anche 3 miliardi per il reddito di emergenza, come annunciato dalla ministra del Lavoro Nunzia Catalfo.

Rinviate le elezioni amministrative

È notizia di domenica 5 aprile che il decreto del governo disporrà anche lo slittamento delle elezioni amministrative e regionali che avrebbero dovuto tenersi nel prossimo mese di maggio. La tornata elettorale per il rinnovo dei consigli regionali di Liguria, Veneto, Marche, Toscana, Campania, Puglia e dei consigli comunali di centinaia di comuni slitterà quindi al prossimo autunno, probabilmente alla seconda metà di ottobre. Non è ancora chiaro invece quando verrà indetto il referendum sul taglio dei parlamentari, che è stato rinviato a data da destinarsi.

Coronavirus, nuovo decreto per imprese

Tra gli impegni che l’esecutivo fa trapelare nel susseguirsi delle riunioni tra maggioranza e opposizione, c’è anche l’emanazione di un nuovo decreto per le imprese. Sono confermate, da quanto si apprende, la proroga della cassa integrazione, il rinvio delle tasse, il finanziamento dei primi ristori, l’aumento del bonus per gli autonomi e gli aiuti per chi non ha reddito.

Il rebus, però, rimane unico: l’Europa contribuirà? E in quale misura? La Lega non promuove l’idea di far arrivare il denaro attraverso il Mes, e anche M5s frena la proposta.

Ulteriori tensioni sono inoltre emerse in merito alla cosiddetta task force sulle riaperture delle aziende, fortemente caldeggiata dagli esponenti Dem dell’esecutivo come il capogruppo del Pd al Senato Andrea Marcucci, che ha affermato: “Serve in tempi rapidi una cabina di regia con scienziati, amministratori, categorie. Bisogna coinvolgere tutti”. Scettici invece i rappresentanti del M5s che tramite Vito Crimi chiedono una partecipazione diretta alla task force di personalità del mondo delle imprese: “Dovrà essere fatta da gente che sa costa sta accadendo, professionisti, imprenditori. Non serve l’Accademia”.

Il nodo dei prestiti alle aziende

Oggetto di intenso scontro all’interno della maggioranza è stata però la questione dell’entità della garanzia statale in merito ai prestiti alle aziende. Italia Viva a il M5S vorrebbero infatti che essa fosse del 100%, trovando però l’opposizione del ministro dell’Economia Roberto Gualtieri. Quest’ultimo infatti sostiene che la garanzia potrà essere del 100% soltanto per i prestiti fino a 800mila euro.

Gualtieri ha inoltre chiarito che sarà prevista una garanzia per circa 200 miliardi di credito, al 90%, fino al 25% del fatturato, per le imprese a partire da quelle medie e grandi. Vige però il divieto di distribuire dividendi e l’obbligo di operazioni legate al territorio italiano. La cifra, inoltre, va ad aggiungersi ai 100 miliardi garantiti dal fondo centrale di garanzia e ai 290 miliardi interessati dalla moratoria.

Il dialogo con le opposizioni

Rimane aperto infine il dialogo con le opposizioni, le cui proposte potrebbero essere scorporate in tre distinti blocchi: uno da inserire all’interno del decreto Cura Italia, un altro da rinviare invece al decreto Liquidità e il terzo al decreto Aprile. Esponenti del governo come il ministro per i rapporti con il Parlamento Federico D’Incà hanno infatti avuto colloqui con i rappresentanti di Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia al fine di venire incontro a richieste come quella sul golden power, per il quale il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro ha annunciato un’estensione, anche per le iniziative provenienti dall’Ue.

Nata a Verona, classe 1998, studentessa universitaria presso la facoltà di "Comunicazione e Società". Prima di collaborare con Notizie.it, ha scritto per L'Arena.


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armando

quindi per le piccole imprese ??? nulla.

Marco

Per il dipendenti che non possono accedere alla cassa integrazione niente?

Laura Bracale

Questo governo sta facendo cose che se stava la LEGA o il Pdl o il Pd noi il popolo non ci facevano vedere nulla, e poi date il tempo che ci vuole ma li prendete tutti e non fatevi abbindolare da quelli che se stavano loro non vi davano nulla capite, siamo fortunati che in questo momento al governo se trovato Conte, e il M5S

olivia live

Per ora da questo governo ,visto solo carta straccia.

Alla

Ma,a noi badante adesso non valgono niente? Adesso, quando c’è emergenza per tutti,badante dimenticati.

Alessia

Pensate pure per gli affitti universitari che stiamo messi male

Dario sciullo

Presidente ma uno che a terminato la NASPI e non è potuto tornare a lavoro niente proseguimento

Carlo

Il coronavirus dovrebbe essere l’occasione di fare qualcosa di veramente diverso e adatto a una emergenza del genere: una moneta parallela magari sotto forma di crediti fiscali, oppure una moratoria fiscale o un mega-stralcio di cartelle e debiti fiscali, oppure il saldo di tutti i debiti con le imprese, la riorganizzazione del sistema industriale per riappropriaci di tutti gli asset strategici. Il coronavirus sta facendo dimenticare che eravamo già in crisi prima e che usando gli stessi schemi ne usciremo con un crisi peggiore.


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Laura Pellegrini

Nata a Verona, classe 1998, studentessa universitaria presso la facoltà di "Comunicazione e Società". Prima di collaborare con Notizie.it, ha scritto per L'Arena.

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