×

Coronavirus, i 7 errori commessi da Fontana secondo l’Ordine dei Medici

Condividi su Facebook

Gli errori di Fontana nell'emergenza coronavirus secondo la Federazione degli ordini dei medici della Lombardia.

coronavirus fontana errori medici.

In una lettera inviata al governatore della Lombardia, Attilio Fontana, all’assessore al Welfare, Giulio Gallera, e ai direttori delle aziende sanitarie, la Federazione regionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri ha evidenziato i maggiori errori commessi nella gestione della emergenza coronavirus che ne avrebbero, di fatto, favorito la diffusione nel territorio.

In questa si legge come non si voglia dar vita ad un’attribuzione di responsabilità, ma solo fornire un monito delle procedure errate per evitare che le stesse possano essere ripetute in futuro.

Coronavirus, gli errori di Fontana secondo i medici

Questo i 7 punti evidenziati dalla Federazione: la mancanza di dati certi sulla diffusione della pandemia, correlata alla scarsa quantità dei tamponi effettuati; l’incertezza nella chiusura di alcune aree a rischio; la scelta di far entrare i malati Covid-19 nelle case di riposo, e la loro gestione confusa; la mancanza di dispositivi di protezione individuale per il personale sanitario; la “pressoché totale assenza delle attività di igiene pubblica”, come l’effettuazione di tamponi e di isolamento dei contatti; la mancata esecuzione dei tamponi agli operatori negli ospedali e infine il “mancato governo del territorio che ha determinato la saturazione dei posti letto ospedalieri con la necessità di trattenere sul territorio pazienti che, in altre circostanze, avrebbero dovuto essere messi in sicurezza mediante ricovero”.

Il principale errore di Fontana sul coronavirus

Sempre nella lettera si evidenzia poi come l’errore principale commesso da Fontana in Lombardia sia stato quello di concentrarsi solo sulle terapie intensive, dimenticandosi del resto della popolazione. A tal proposito la Federazione segnala una serie di indicazioni da adottare durante la ripresa delle attività. Prima di tutto ci sarà bisogno di test rapidi immunologici da sottoporre a tutti gli operatori sanitari e a tutti coloro che potrebbero essere entrati in contatto con il virus: solo questa procedura dovrebbe consentire il ritorno al lavoro.

Nella lettera si legge: “La ripresa potrà quindi essere solo graduale, prudente e con tempi dettati dalla necessità di mettere in campo le risorse sopracitate. È superfluo segnalare come qualsiasi imprudenza potrebbe determinare un disastro di proporzioni difficili da immaginare e come le misure di isolamento sociale siano da potenziare e applicare con assoluto rigore”.

Nato a Latina nel 1991, è laureato in Economia e Marketing. Dopo un Master al Sole24Ore ha collaborato con TGcom24, IlGiornaleOff e Radio Rock.


Contatti:
1 Commento
più vecchi
più recenti
Inline Feedbacks
View all comments
il puffo fortuto insulso biondo è pretora?
7 Aprile 2020 17:38

esistere?


Contatti:
Riccardo Castrichini

Nato a Latina nel 1991, è laureato in Economia e Marketing. Dopo un Master al Sole24Ore ha collaborato con TGcom24, IlGiornaleOff e Radio Rock.

Leggi anche

Contents.media