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Coronavirus, i 7 errori commessi da Fontana secondo l’Ordine dei Medici

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Gli errori di Fontana nell'emergenza coronavirus secondo la Federazione degli ordini dei medici della Lombardia.

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In una lettera inviata al governatore della Lombardia, Attilio Fontana, all’assessore al Welfare, Giulio Gallera, e ai direttori delle aziende sanitarie, la Federazione regionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri ha evidenziato i maggiori errori commessi nella gestione della emergenza coronavirus che ne avrebbero, di fatto, favorito la diffusione nel territorio. In questa si legge come non si voglia dar vita ad un’attribuzione di responsabilità, ma solo fornire un monito delle procedure errate per evitare che le stesse possano essere ripetute in futuro.

Coronavirus, gli errori di Fontana secondo i medici

Questo i 7 punti evidenziati dalla Federazione: la mancanza di dati certi sulla diffusione della pandemia, correlata alla scarsa quantità dei tamponi effettuati; l’incertezza nella chiusura di alcune aree a rischio; la scelta di far entrare i malati Covid-19 nelle case di riposo, e la loro gestione confusa; la mancanza di dispositivi di protezione individuale per il personale sanitario; la “pressoché totale assenza delle attività di igiene pubblica”, come l’effettuazione di tamponi e di isolamento dei contatti; la mancata esecuzione dei tamponi agli operatori negli ospedali e infine il “mancato governo del territorio che ha determinato la saturazione dei posti letto ospedalieri con la necessità di trattenere sul territorio pazienti che, in altre circostanze, avrebbero dovuto essere messi in sicurezza mediante ricovero”.

Il principale errore di Fontana sul coronavirus

Sempre nella lettera si evidenzia poi come l’errore principale commesso da Fontana in Lombardia sia stato quello di concentrarsi solo sulle terapie intensive, dimenticandosi del resto della popolazione.

A tal proposito la Federazione segnala una serie di indicazioni da adottare durante la ripresa delle attività. Prima di tutto ci sarà bisogno di test rapidi immunologici da sottoporre a tutti gli operatori sanitari e a tutti coloro che potrebbero essere entrati in contatto con il virus: solo questa procedura dovrebbe consentire il ritorno al lavoro.

Nella lettera si legge: “La ripresa potrà quindi essere solo graduale, prudente e con tempi dettati dalla necessità di mettere in campo le risorse sopracitate. È superfluo segnalare come qualsiasi imprudenza potrebbe determinare un disastro di proporzioni difficili da immaginare e come le misure di isolamento sociale siano da potenziare e applicare con assoluto rigore”.

Nato a Latina il 23/03/1991, é laureato in Economia e Marketing presso l'Università La Sapienza di Roma. Dopo un Master al Sole24Ore ha collaborato con diverse testate tra cui TGcom24 e IlGiornaleOff. Lavora come speaker a Radio Rock.


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Riccardo Castrichini

Nato a Latina il 23/03/1991, é laureato in Economia e Marketing presso l'Università La Sapienza di Roma. Dopo un Master al Sole24Ore ha collaborato con diverse testate tra cui TGcom24 e IlGiornaleOff. Lavora come speaker a Radio Rock.

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