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Coronavirus, Calderoli contro Conte: “La verità su Alzano e Nembro”

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Coronavirus, Roberto Calderoli si scaglia contro Giuseppe Conte e lo accusa sul caso Alzano e Nembro: "Ecco come è andata veramente"

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Coronavirus, Calderoli attacca conte su Alzano e Nembro

Coronavirus, Roberto Calderoli non le manda a dire e attacca Giuseppe Conte. L’ex Governatore di Regione Lombardia non accetta il pensiero del Primo Ministro italiano sulla gestione – a detta di molti – poco consona da parte di Attilio Fontana e il suo entourage. Alzano e Nembro, i due focolai della bassa bergamasca che non sono stati circoscritti a fine febbraio, hanno comportato i tragici numeri di morti che oggi siamo costretti a leggere per quanto concerne la situazione in Lombardia. E Roberto Calderoli – da sempre molto franco e senza mezzi termini – in una intervista concessa a Tpi, non risparmia critiche nei confronti di Giuseppe Conte e della squadra di Governo.

Coronavirus, Calderoli: “Conte ha mentito”

Secondo Roberto Calderoli, dunque, non è stata detta tutta la verità agli italiani. Anche perché sembrerebbe che la zona rossa fosse bella che pronta per l’area di Alzano e Nembro: “Il problema della mancata Zona Rossa è relativo all’ordine pubblico e alla sicurezza, che sono materia dello Stato. La mia sensazione è che qualcuno non volesse farla.

– esordisce Roberto Calderoli intervistato sul tema Coronavirus in Lombardia – per chiudere Codogno è stato fatto un decreto legge del governo. Se si dovevano chiudere Alzano e Nembro andava fatto un altro decreto legge governativo che entrasse subito in vigore, da far firmare a Mattarella, e inviare alle Camere”.

Cosa è successo veramente

Insomma, sul Coronavirus ad Alzano e Nembro – secondo Roberto Calderoli – il premier Giuseppe Conte ha fatto orecchie da mercante. Tant’è che sarebbe stata fatta marcia indietro anche sulla decisione di inviare forze militari nelle aree di Alzano e Nembro per poter circoscrivere l’area come zona rossa: “Io so che le forze dell’ordine erano state inviate sia dal ministero dell’Interno sia dal ministero della Difesa vicino a Bergamo in attesa della chiusura, la cui presenza era necessaria per fermare in entrata e in uscita gli spostamenti e poi sono state fatte tornare indietro.

Addirittura – prosegue Roberto Calderoli – erano state anche preparate le transenne per rendere quei comuni Zona Rossa”.


“Disastro Conte”

In merito al Coronavirus e la gestione della Giunta lombarda, quando a Roberto Calderoli si fa notare che anche l’assessore Gallera abbia fatto ammenda sugli errori, l’ex Governatore risponde picche: “Doveva farlo il governo, ribadisco. Non ci sono scuse”. E sulla posizione di alcuni industriali della Val Seriana che avevano ammesso che non si sarebbero fermati difronte al Coronavirus, Roberto Calderoli non si dice sorpreso: “Se non ti fermi prima non riparti più. Io volevo evitare il disastro”.

Nato a Reggio Calabria il 13 maggio del '93 con due passioni: lo sport e il giornalismo. Laureato in Comunicazione Pubblica e di Impresa a La Statale di Milano, ha ricoperto il ruolo di content editor per testate giornalistiche generaliste e a indirizzo sportivo del network Tmw. Ha ricoperto il ruolo di social media per le pagine di UrbanPost e LuxGallery. Appassionato di cinema e moda, ha preso parte alla Mostra del Cinema di Venezia 2016 e al Pitti Uomo edizioni 2017 e 2018. In ambito politico, ha seguito la campagna elettorale del Referendum 2016 grazie al soggiorno presso la città di Firenze


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Antonino Paviglianiti

Nato a Reggio Calabria il 13 maggio del '93 con due passioni: lo sport e il giornalismo. Laureato in Comunicazione Pubblica e di Impresa a La Statale di Milano, ha ricoperto il ruolo di content editor per testate giornalistiche generaliste e a indirizzo sportivo del network Tmw. Ha ricoperto il ruolo di social media per le pagine di UrbanPost e LuxGallery. Appassionato di cinema e moda, ha preso parte alla Mostra del Cinema di Venezia 2016 e al Pitti Uomo edizioni 2017 e 2018. In ambito politico, ha seguito la campagna elettorale del Referendum 2016 grazie al soggiorno presso la città di Firenze

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