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Coronavirus, opposizione: “Commissione di inchiesta in Lombardia”

Le opposizioni avviano l'iter di una commissione di inchiesta su Regione Lombardia per la gestione dell'emergenza.

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Commissione di inchiesta in Regione Lombardia: l'annuncio delle opposizioni

Coronavirus, i consiglieri delle forze di opposizione in Consiglio regionale della Lombardia (Movimento 5 Stelle, Partito Democratico, Lombardi Civici Europeisti, Più Europa/Radicali, Italia Viva) depositeranno, nella giornata di giovedì 16 aprile, le firme necessarie per istituire una Commissione di inchiesta sulla gestione dell’emergenza in Regione Lombardia.

A darne notizia, mercoledì 15 aprile, i cinque capigruppo in occasione di una conferenza stampa presso la sede del Consiglio Regionale lombardo. L’iter è avviato per volontà di Marco Fumagalli (M5S), Fabio Pizzul (PD), Niccolò Carretta (LCE), Michele Usuelli (+ Europa) e Patrizia Baffi (IV). Stante quanto previsto dallo Statuto di Regione Lombardia (art. 19), la commissione di inchiesta può indagare su questioni di spettanza del Consiglio Regionale e può essere istituita su richiesta motivata sottoscritta da almeno un terzo dei Consiglieri regionali, quindi almeno 27.

Coronavirus, commissione di inchiesta in Lombardia

I gruppi di opposizione in Regione Lombardia hanno tutti i numeri necessari per chiedere l’istituzione di una commissione di inchiesta: sarà l’Ufficio di Presidenza del Consiglio, entro 15 giorni, a darne continuità.

Marco Fumagalli, in quota M5S, afferma: “Le verifiche saranno assolutamente scrupolose a partire dalla distribuzione a singhiozzo dei dispositivi di protezione individuale, al limitato ricorso ai tamponi nella popolazione, fino a quanto avvenuto nelle Rsa; aspettando i numeri reali della pandemia. Tutto deve essere analizzato per capire le carenze e gli errori che hanno determinato questa ecatombe di dimensioni eccezionali. I lombardi hanno pagato a caro prezzo questa pandemia, e la Commissione, a partire da una documentazione solida, sarà la sede opportuna per programmare una sanità lombarda che sappia affrontare coerentemente le emergenze”.

Per Fabio Pizzul, capogruppo del Partito Democratico, la commissione di inchiesta in Regione Lombardia non è: “Un fittizio tribunale ma un luogo dove fare chiarezza, dove capire perché in Lombardia ci siano stati tanti, troppi morti, e perché sia stato così difficile tracciare un’epidemia che qui si è manifestata in modo così virulento. È, prima di tutto, un atto di chiarezza nell’interesse esclusivo dei cittadini lombardi. Affinché, inoltre, in futuro non si facciano ulteriori errori”.

Coronavirus in Lombardia

Niccolò Carretta, in rappresentanza di ‘Lombardi Civici Europeisti’, sintetizza il suo pensiero: “Da presidente della Commissione d’Inchiesta sui rifiuti ci tengo a precisare che questo tipo di iniziative servono perché aiutano a garantire un maggior grado di trasparenza nei confronti dei cittadini”. Patrizia Baffi, di Italia Viva, invece evidenzia anche la sua storia personale: “Sono di Codogno e qui ho vissuto prima degli altri il dramma della pandemia. Qui abbiamo vissuto prima di tutti l’impreparazione rispetto a ciò che stava succedendo, e anche il senso di abbandono, perché mentre noi eravamo confinati dall’esercito all’interno della zona rossa, al di fuori la vita continuava normalmente. Oggi è importante questa unione tra le forze di minoranza. La commissione di inchiesta è un atto dovuto”.

Intanto, nella giornata di mercoledì 15 aprile, la Guardia di Finanza ha fatto visita in Regione Lombardia sul caso Rsa. “Siamo impegnati a combattere il virus e a proteggere i lombardi, massima collaborazione verso chi svolge le indagini”. Così il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, in una nota commenta le notizie sull’acquisizione di documenti in Regione.

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