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Giorgia Meloni: “La firma del Mes? Abbiamo detto una cosa inesatta”

Giorgia Meloni ha rivelato che la firma del Mes da parte di Roberto Gualtieri è, in realtà, "l’unica cosa inesatta che abbiamo detto sul tema".

giorgia meloni mes
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Ospite a Porta a Porta Giorgia Meloni si è vista costretta ad ammettere le proprie colpe sul dibattito riguardante il Mes. Infatti, dopo che il premeir Conte aveva accusato le opposizioni di diffondere fake news, la leader di FdI ha ammesso quanto accaduto.

Di fronte alla domanda del conduttore sulla presenta firma da parte del ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, Giorgia Meloni ha rivelato: “La firma del Mes è l’unica cosa inesatta che abbiamo detto sul tema“.

Giorgia Meloni, la verità sul Mes

Nelle settimane precedenti la Pasqua, quando il premier Giuseppe Conte aveva annunciato e prolungato le misure di contenimento fino al 3 maggio, era scoppiata una polemica sulla questione europea. Il premier ha messo in chiaro la sua posizione sul Mes, che ritiene inadeguato per fronteggiare l’emergenza. Inoltre, di fronte ai dubbi dei cittadini, aveva chiarito che né lui né il ministro dell’Economia Gualtieri aveva sottoscritto alcun accordo a livello europeo.

E proprio a tale riguardo aveva citato (nome e cognome) i leader Matteo Salvini e Giorgia Meloni accusandoli di diffondere notizie false sul Mes.

Un attacco che ha scatenato le reazioni dei due leader di opposizione, ma che alla fine ha ottenuto un ulteriore chiarimento. Meloni ha confessato che la firma di Gualtieri al Mes è l’unica notizia inesatta che hanno dato.

Ma tenendo il piede di guerra la leader di FdI ha voluto aggiungere: “Continuo a ritenere che, al di là della linea di finanziamento a condizioni leggere, il fatto di avere il fondo salva Stati tra le possibilità per affrontare l’emergenza coronavirus, in assenza di strumenti vantaggiosi, è comunque un modo di stringere il cappio attorno al nostro collo”. E infine: “Il documento sul quale Gualtieri ha dato l’ok e che Conte si trova davanti al Consiglio europeo non è vantaggioso per l’Italia. Conte non dovrebbe firmare nulla che non preveda gli Eurobond e un ruolo completamente diverso per la Bce”.

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