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Bonaccini: “Chi ha il reddito di cittadinanza può lavorare nei campi”

In campagna mancano i braccianti: la proposta di Bonaccini è quella di impiegare coloro che percepiscono il reddito di cittadinanza.

bonaccini premier

Con il coronavirus l’agricoltura rischia di perdere moltissimi raccolti: in campagna mancano i lavoratori e non si riescono a tenere vive le coltivazioni. La proposta di Stefano Bonaccini per arginare il problema è quella di impiegare i cittadini che percepiscono il reddito di cittadinanza affinché possano restituire ciò che prendono.

L’idea del presidente della Regione è stata lanciata in un suo intervento al Quarantalks organizzato dalla Bologna Business School.

Bonaccini su reddito di cittadinanza

La proposta di Teresa Bellanova per superare la crisi agricola portata dal coronavirus era quella di regolarizzare i lavoratori in nero affinché possano tornare operativi nei campi.

Ma dalle file del Pd, Stefano Bonaccini rilancia: “Chi prende il reddito di cittadinanza può cominciare ad andare a lavorare” nelle campagna, dove gli agricoltori stanno facendo fatica a trovare braccianti per la raccolta di frutta e verdura. “Così – ha aggiunto il governatore emiliano – restituisce un po’ quello che prende”.

L’agricoltura, infatti, è uno dei pochi settori che non si è mai fermato di fronte all’emergenza coronavirus, ma ha dovuto affrontare una forte crisi a causa della mancanza dei lavoratori regolari.

“Mi verrebbe persino da dire – ha quindi ribadito Bonaccini – che chi prende il reddito di cittadinanza può cominciare ad andare a lavorare lì così restituisce un po’ quello che prende”.

Reddito di Cittadinanza e coronavirus

Le famiglie che ogni mese beneficiano del reddito di cittadinanza sono sono 933 mila per un totale di 2 milioni e 419 mila persone. L’importo medio mensile percepito è di 496 euro. Sulla base delle disposizioni previste nel decreto Cura Italia, però, “in considerazione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, a decorrere dal 23 febbraio 2020 e sino al primo giugno 2020 – si legge nel decreto – il decorso dei termini di decadenza relativi alle prestazioni previdenziali, assistenziali e assicurative erogate dall’Inps e dall’Inail è sospeso di diritto”.

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