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Commissariamento Lombardia, Meloni: “Sciacallaggio da Saviano a sardine”

Meloni ha definito il commissariamento della Lombardia uno "sciacallaggio politico a partire da Saviano, dalle sardine alla sinistra estrema".

commissariamento lombardia meloni
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La Lombardia avrebbe gestito male l’emergenza coronavirus e per questo motivo è stata promossa una petizione per il suo commissariamento. Dopo i vari attacchi contro il governatore Attilio Fontana ma anche l’assessore Giulio Gallera, Giorgia Meloni interviene il loro difesa.

Rispetto al commissariamento della Lombardia, infatti, al Meloni ha dichiarato che ci sarà il tempo, dopo l’emergenza, per valutare come hanno reagito le Regioni. Si potrà anche valutare il modello efficace e quello scorretto, ma solo dopo.

Allo stato attuale appare “inadeguato” vedere che qualcuno che “cerca di costruirsi un futuro politico, attaccando a testa bassa, senza cercare di dare una mano”. La leader di FdI assicura che “quando sarà finita l’emergenza, ci sarà modo per fare tutte le valutazioni, di chi ha lavorato meglio e chi peggio, ma farlo oggi, mentre siamo ancora nell’occhio del ciclone è una responsabilità molto grave”.

Meloni sul commissariamento della Lombardia

Il reggente di M5s, Vito Crimi ha mantenuto un atteggiamento contenuto rispetto al commissariamento della Lombardia, dichiarando di dover valutare l’eventualità. Giorgi Meloni, invece, ha definito il commissariamento come un “atto di sciacallaggio politico, a partire da Saviano, dalle sardine alla sinistra estrema”.

Parlando a Telelombardia, la leader di FdI ha rimarcato: “Non mi pare questo il momento di fare polemica, di fare valutazioni contro quel governatore che è schierato politicamente da una altra parte”.

Dopo l’emergenza, secondo Meloni, ci sarà tutto il tempo per valutare chi ha lavorato bene e chi invece ha lavorato male. La priorità ad oggi è quella di evitare attacchi politici e agire in un clima di leale collaborazione.

Giorgia Meloni riconosce che “siamo stati travolti da uno tsunami” e che “sicuramente ci saranno stati degli errori“. Per esempio – ricorda – “ci hanno detto che gli asintomatici non erano contagiosi e io ho detto a Conte di sapere chi fosse il responsabile di questa comunicazione, che ci è costata migliaia di morti”.

“Chi si assume la responsabilità di queste cose? – si domanda infine la leader di Fdi -. Allora chi è senza peccato lanci la prima pietra“.

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