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App Immuni, Salvini: “Libertà non in vendita, decisione pericolosa”

Coronavirus, Salvini contrario all'app Immuni poiché pericolosa per la libertà individuale: "Decisione del Governo pericolosa".

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Coronavirus, Salvini contro app Immuni: "Libertà non è in vendita"

L’app Immuni infuoca il dibattito politico. Matteo Salvini annuncia di non apprezzare la decisione del governo Conte reputando la possibilità di un tracciamento continuo come grave perdita della libertà individuale. “Un commissario non può certo derogare dai diritti costituzionali senza che sia il Parlamento, e quindi il popolo, ad essere investito di decisioni così delicate”.

Questo, dunque, il pensiero della Lega, relativamente alle scelte su privacy e diffusione dei dati. Il senatore leghista, inoltre, evidenzia come: “Sulla app sono evidenti alcune gravi criticità, da molti sollevate, tra le quali: chi gestisce i dati raccolti, dove vengono conservati e per quanto e di chi è la proprietà dei dati? Garantire la protezione di diritti e dati privati degli Italiani per la Lega è fondamentale, la strada scelta dal governo è pericolosa”, sottolinea Matteo Salvini.

App Immuni, Meloni appoggia Salvini

Salvini evidenzia come la libertà degli italiani: “Non è in vendita”. Anche Giorgia Meloni, leader di Fratelli di Italia, si trova d’accordo con il capo politico della Lega: “Benché l’installazione dell’app sia volontaria, quando si entra nella sfera del trattamento dati – soprattutto quelli sanitari – occorre andarci con i piedi di piombo”.

È questo il pensiero di Giorgia Meloni che indica come il rischio sia molto alto: “Un passaggio in Parlamento è d’obbligo. Tutti sanno che uno dei più grandi business del nostro tempo sono i dati personali, ed è bene che in un contesto come quello del coronavirus i dati sensibili dei cittadini siano tutelati e non entrino in nessun modo nelle disponibilità di società private. Auspico che almeno su questa materia il Governo provveda subito ad avviare il confronto con il Parlamento”.

Dello stesso avviso la senatrice forzista Fiammetta Modena: “Già lo scorso primo aprile il sito dell’Inps, che doveva gestire le domande per il bonus partite Iva previsto dal decreto ‘Cura Italia’, è andato in crash, impedendo l’accesso alle persone. Questa volta il governo ce la farà a garantire il rispetto della privacy? Da chi verranno gestiti tutti i dati sensibili? Il Governo pensa anche a delle limitazioni alla circolazione per chi sceglierà di non fare il download dell’app Immuni. Urge un confronto serio in Parlamento sulla libertà e tutela della privacy, non può cadere sulle nostre teste per circolari e Dpcm una semplice ordinanza che il commissario per l’emergenza coronavirus Domenico Arcuri ha firmato qualche giorno fa”.

Pd: “Serve una legge”

Anche per Filippo Sensi, deputato in quota Pd, occorre chiarezza in merito all’app Immuni. Anche perché al momento vi è incertezza sulla obbligatorietà: “Leggo di restrizioni per chi non scaricherà la app di tracciamento, un robusto nudge per incentivare il download. Decisioni che mettano capo a cittadini di serie A e di serie B sono contro la Costituzione. Il sistema a punti lasciamolo ai paesi autoritari. Sicurezza è libertà”.

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