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Coronavirus, Salvini a De Luca: “Migliaia di campani si curano al Nord”

Salvini non condivide la possibile chiusura dei confini voluta da De Luca: "Nel 2019 15mila sono partiti per curarsi in Lombardia", ha ricordato.

coronavirus Salvini De Luca
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Il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, si è detto pronto a chiudere i confini regionali in caso di un “balzo in avanti” della Lombardia. La scelta, a sua detta, sarebbe troppo prematura, considerando l’alto numero di vittime e contagi che ancora si registra nella regione.

De Luca ha sottolineato che la riapertura deve essere decisa dallo Stato sulla base di precise motivazioni scientifiche. Contro di lui si è scagliato il leader della Lega, Matteo Salvini. Finora, fortunatamente, il Sud ha retto all’emergenza coronavirus, facendo fronte a un minor numero di decessi e di positivi. Le terapie intensive hanno sopportato il peso dell’epidemia. Tuttavia, ha ricordato Salvini, qualora l’allarme coinvolgesse il Sud Italia, le strutture ospedaliere locali faticherebbero ad affrontare l’emergenza vissuta al Nord.

La chiusura dei confini sarebbe un rischio per gli stessi cittadini campani, ha commentato il leghista. La paura del coronavirus resta alta al Sud e Salvini, rivolgendosi a De Luca, ha dichiarato: “Ricordo sottovoce al signor De Luca che nel 2019 più di 15mila tra uomini e donne sono partiti per farsi curare in Lombardia.

Quindi ha aggiunto: “Spero che il signor De Luca non voglia impedire ai suoi concittadini di farsi visitare e curare da altri.

Evidentemente De Luca non ha una Sanità all’altezza.

Coronavirus, Salvini contro De Luca

Salvini replica ai toni del governatore De Luca e ricorda gli spostamenti dalla Campania e da altre regioni del Sud verso il Nord Italia per questione medico-sanitarie.

Secondo il rapporto 2019 della Fondazione Gimbe, che analizza la migrazione sanitaria interregionale nel 2017, è dal Lazio che più persone sono partite verso il Nord per curarsi. La quota è pari a 12,3%. Segue la Campania (10,3%).

Tra le regioni meridionali da cui si parte maggiormente per ricevere assistenza medica adeguata, compare anche la Puglia (7,4%), la Calabria (6,7%) e la Sicilia (6,5%).

Le regioni dove è più alta la mobilità attiva, ovvero quelle in cui arrivano gli italiani per essere curati, sono Lombardia (25,5%) ed Emilia-Romagna (12,6%). Seguono Veneto (8,6%), Lazio (7,8%), Toscana (7,5%) e Piemonte (5,2%).

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