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Di Battista si scaglia contro John Elkann e il gruppo GEDI (Repubblica)

Di Battista contro il nuovo proprietario del gruppo Gedi: "John Elkann come Berlusconi".

Di Battista contro John Elkann

L’attivista del Movimento 5 Stelle, Alessandro Di Battista, ha attaccato con un lungo post su Facebook la nuove nomine messe in atto dal gruppo editoriale GEDI, che hanno portato al licenziamento del direttore del quotidiano La Repubblica, Carlo Verdelli.

A prendere il suo posto è stato Maurizio Molinari, già direttore de La Stampa, dove invece a guidare il quotidiano è stato scelto Massimo Giannini. Più che ai vari cambi nella direzioni dei quotidiani del gruppo, Di Battista attacca fortemente chi del gruppo detiene la maggioranza, John Elkann, accusandolo di aver costruito un vero monopolio mediatico molto simile a quello di Berlusconi. “Cos’hanno in comune – scrive Di Battista – La Repubblica, La Stampa, Il Secolo XIX, Il Tirreno, la Nuova Sardegna, Il Mattino di Padova, Il Messaggero veneto, Il Piccolo di Trieste, La Gazzetta di Mantova, La Gazzetta di Reggio, La Gazzetta di Modena, L’Huffington Post, Business Insider Italia, Mashable Italia, La Nuova Ferrara, La Nuova Venezia, Il Corriere delle Alpi e ancora L’Espresso, Limes, Micromega e poi Radio Deejay, Radio Capital e altre testate, radio, webTv e siti internet? Semplice, lo stesso PADRONE: John Elkann“.


Di Battista contro John Elkann

“Elkann – continua Di Battista – è a capo di EXOR, la holding finanziaria olandese proprietaria, tra le altre cose, di FCA (Fiat Chrysler Automobiles, sede legale ad Amsterdam e sede fiscale a Londra), Ferrari, Juventus, The Economist (un prestigioso settimanale inglese) la quale si è appena assicurata il controllo del gruppo editoriale GEDI, un tempo in mano a De Benedetti”.

Proprio quest’aspetto avrebbe spinto Di Battista alla polemica, in quanto EXOR, e dunque gli Elkann, avrebbe creato un potere mediatico mai visto prima. “È vero – scrive ancora Di Battista – abbiamo vissuto l’era berlusconiana ma allora, un minimo di opposizione (più che politica mediatica) a B. veniva fatta. Proprio Repubblica tuonava contro i conflitti di interesse di B. e contro il suo intollerabile potere sull’informazione. Ma adesso chi lo fa? Chi si indigna di fronte ad uno scenario così pericoloso? Pensate che Repubblica farà battaglie sui conflitti di interesse tra grandi imprese (quindi politica perchè Elkann è un politico anche se non si candida) e media?”.

La legge sul conflitto d’interesse

Per Di Battista dunque un tale accentramento dell’informazione in mano allo stesso soggetto potrebbe creare una situazione molto pericolosa per la democrazia: “Provate a sommare i follower di tutti i prodotti editoriali che hanno oggi Elkann come padrone. Ne ho calcolati (per difetto) oltre 12 milioni. Anche molti di voi, senza saperlo, avrete messo un like ad una pagina che appartiene, di fatto, ad un gruppo finanziario, EXOR, con sede in Olanda e con a capo John Elkann. È evidente, non si tratta di un potere inferiore a quello che aveva Berlusconi!”.

L’attivista del M5s torna poi su uno dei punti che più contraddistinsero il Movimento nei primi anni della sua nascita, il conflitto d’interesse: “Ancora non è stata fatta una legge sul conflitto di interessi e mai si farà se la pubblica opinione non tornerà a comprendere che l’accentramento di potere (soprattutto mediatico) è uno dei principali pericoli per la democrazia e per la giustizia sociale. Capisci che il “sistema” sta vincendo quando senti pronunciare la parola fake-news più di quella conflitto di interessi”.

Nato a Latina nel 1991, è laureato in Economia e Marketing. Dopo un Master al Sole24Ore ha collaborato con TGcom24, IlGiornaleOff e Radio Rock.


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Riccardo Castrichini

Nato a Latina nel 1991, è laureato in Economia e Marketing. Dopo un Master al Sole24Ore ha collaborato con TGcom24, IlGiornaleOff e Radio Rock.

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