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Coronavirus in Italia, Conte: “Non sono pentito, rifarei tutto uguale”

Il presidente del Consiglio Conte non è pentito delle scelte attuate per contrastare il coronavirus: "Tornassi indietro rifarei tutto uguale".

Giuseppe Conte
Il presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte

Se si tornasse indietro il presidente del Consiglio rifarebbe tutto uguale, a spiegarlo è lo stesso Giuseppe Conte in un colloquio con La Stampa in cui si è detto “non pentito” in merito alla gestione dell’emergenza legata al coronavirus.

Coronavirus, Conte: “Non sono pentito”

Il presidente del Consiglio ha commentato le misure attuate dal suo governo per contrastare l’emergenza coronavirus: “Non sono pentito. Io ho una grande responsabilità nei confronti del Paese. Non posso permettermi di seguire il sentiment dell’opinione pubblica che pure comprendo nelle proprie emozioni. La bussola che guida l’azione e le scelte del governo sono le valutazioni che hanno e devono continuare ad avere una base scientifica.

È mio dovere attenermi a questa”.

Conte ha voluto rispondere a tutti quelli che l’hanno criticato per il decreto sulla fase 2: “Tornassi indietro rifarei tutto uguale. Se un paziente solo, il famoso paziente uno, è riuscito a far esplodere un focolaio e a scatenare un contagio tale da obbligarci a chiudere l’intera Italia, riuscite a immaginare cosa potrebbe succedere con 100 mila casi positivi, quali sono quelli attualmente accertati?”.

Il presidente del Consiglio ha visitato la Lombardia, zona colpita duramente dal Covid-19, nella serata di lunedì 27 aprile: “Ai cittadini abbiamo voluto allentare un po’, per andare incontro ai desideri comuni, evitando però una sensazione di liberi tutti e di trasformare la ritrovata libertà in una diffusore del contagio anche tra i familiari e gli amici. Anche per questo abbiamo mantenuto l’autocertificazione, con specifiche motivazioni. Proseguiremo per step, pronti a correzioni se vedremo la curva rialzarsi. Ricorreremo a nuove zone rosse se necessario“.

Nato a Milano nel 1999, si è diplomato in informatica e telecomunicazioni, studia scienze internazionali e istituzioni europee all'Università degli Studi di Milano. Collabora con Notizie.it e Il Giorno.


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Federico Dedori

Nato a Milano nel 1999, si è diplomato in informatica e telecomunicazioni, studia scienze internazionali e istituzioni europee all'Università degli Studi di Milano. Collabora con Notizie.it e Il Giorno.

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