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Fase 2, Renzi contro Conte: “Calpesta la Costituzione, ora basta”

Sulle decisioni prese in vista della fase 2 è intervenuto anche Matteo Renzi, criticando l'ultimo Dpcm di Conte: "La libertà vale come la salute".

fase 2 Renzi Conte
fase 2 Renzi Conte

Domenica 26 aprile il premier Conte ha annunciato come sarà la fase 2, generando non poche polemiche, tra dubbi e incomprensioni. Sulle misure adottate in vista del progressivo allentamento del lockdown e dell’inizio della fase 2, prevista dal 4 maggio, anche il leader di Italia viva, Matteo Renzi, si è scagliato contro il premier Giuseppe Conte.

Le sue scelte, ha dichiarato Renzi, non sono rispettose della Costituzione italiana e della libertà di ciascun cittadino.

Fase 2, Renzi contro il premier Conte

Alle dichiarazioni di Nicola Porro hanno fatto eco quelle di Matteo Renzi: il celebre giornalista e l’ex premier italiano sembrano essere d’accordo.

Anche per Renzi, infatti, l’ultimo Dpcm è un “assurdo costituzionale”.

Intervistato da la Repubblica, ha dichiarato: “Non può impattare sulla vita delle persone al punto di definire con un Dpcm chi puoi vedere. Abbiamo accettato una limitazione quando le terapie intensive scoppiavano e i medici dovevano decidere chi intubare e chi no, ora basta. Quando si inizia a considerare la libertà un bene disponibile, iniziano brutte storie.

La libertà non vale meno della salute.

Per Matteo Renzi, inoltre, la riapertura sarebbe dovuta variare a seconda della regione. Al contrario, la fase 2 varrà indistintamente sull’intero territorio nazionale. A tal proposito, ha commentato: “È una scelta sbagliata. E se fosse politica sarebbe controproducente, perché serve a Salvini, che invece era in un angolo. Un presidente del Consiglio non deve guardare gli indici di gradimento, ma il numero dei posti di lavoro, l’andamento del Più, le previsioni internazionali”. Non nasconde le sue preoccupazioni sul futuro: “La ripartenza è lenta. Non si rendono conto che in autunno ci sarà una carneficina di posti di lavoro.

Il leader di Italia vive promette che giovedì 30 aprile intervenendo in Senato, esprimerà il suo malcontento. “Fuggire dal Parlamento è scelta di rara gravità e trova la sua base in una visione dello Stato paternalistica e irrispettosa della libertà: non ho alla da perdere e considero mio dovere dirlo ad alta voce”, ha fatto sapere.

Sul profilo Twitter del suo partito ha ribadito il suo pensiero, scrivendo: La libertà delle persone non può essere messa in discussione, questo è il punto fondamentale. Non si possono considerare gli italiani come bambini“.

Quindi ha concluso: “Non si può mettere in discussione se incontri Tizio o Caio, perché questo non ti compete, non tocca allo Stato”.

Nata a Varese, classe 1996, è laureata in Comunicazione. Collabora con Notizie.it.


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Asia Angaroni

Nata a Varese, classe 1996, è laureata in Comunicazione. Collabora con Notizie.it.

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