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Il Governo toglie i buoni pasto a chi fa smart-working?

Buoni pasto e smart-working: l'ultima idea del Governo fa infuriare gli italiani e Matteo Salvini. A rischio per chi lavora da casa?

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Buoni pasto e smart-working: l'ultima idea del Governo

Buoni pasto e smart-working, il Governo starebbe pensando a una modifica: toglierli a chi può lavorare da casa. Un’idea, nata dalla Dadone, che fa infuriare gli italiani e Matteo Salvini, leader della Lega. La ministra della Pubblica Amministrazione ha fatto il punto su quello che è il lavoro del Governo in questo settore per il post-emergenza coronavirus: “Per lo smart working l’obiettivo è arrivare al 30% a regime, il che implica una riorganizzazione e per questo è stato già avviato un tavolo con i sindacati, per affrontare non solo il diritto alla disconnessione ma anche – dice – altre questioni”.

Buoni pasto e smart-working

Come evidenziato dalla Dadone, infatti, l’ultima idea del Governo sembrerebbe essere quella di rivedere: “Il buono pasto ha senso in un’ottica di presenza fissa ma è più difficile concepirlo in smart working, le due cose non si connettono così tanto”.

Quanto ai concorsi “si pensa a una norma sperimentale – annuncia – per permettere fino alla fine dell’anno di svolgere le procedure concorsuali attraverso un massiccio ricorso al digitale, decentrandole in più sedi sul territorio” e “velocizzando”.

Sulla questione buoni pasto e smart-working è prontamente intervenuto Matteo Salvini: “Invece di aiutare i lavoratori, che aspettano da settimane la cassa integrazione promessa, il governo pensa di togliere anche i buoni pasto… Ma hanno capito che siamo in guerra e i lavoratori hanno fame e famiglia o no?”.

Così il leader della Lega sui dubbi espressi dal ministro sui buoni pasto a chi è in smart working.

La risposta della Dadone

Non si è fatta attendere, però, la contro-risposta del Governo nella persona della ministra Dadone: “Capisco la noia di stare a casa e la depressione da calo dei consensi, ma cosa c’entrano i dipendenti pubblici con la cassa integrazione? E dov’era Salvini quando il centrodestra al Governo massacrava il pubblico impiego? Se vuole aiutare, doni parte del suo stipendio”, ha commentato su Twitter.

Nato a Reggio Calabria il 13 maggio del '93 con due passioni: lo sport e il giornalismo. Laureato in Comunicazione Pubblica e di Impresa a La Statale di Milano, ha ricoperto il ruolo di content editor per testate giornalistiche generaliste e a indirizzo sportivo del network Tmw. Ha ricoperto il ruolo di social media per le pagine di UrbanPost e LuxGallery. Appassionato di cinema e moda, ha preso parte alla Mostra del Cinema di Venezia 2016 e al Pitti Uomo edizioni 2017 e 2018. In ambito politico, ha seguito la campagna elettorale del Referendum 2016 grazie al soggiorno presso la città di Firenze


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Antonino Paviglianiti

Nato a Reggio Calabria il 13 maggio del '93 con due passioni: lo sport e il giornalismo. Laureato in Comunicazione Pubblica e di Impresa a La Statale di Milano, ha ricoperto il ruolo di content editor per testate giornalistiche generaliste e a indirizzo sportivo del network Tmw. Ha ricoperto il ruolo di social media per le pagine di UrbanPost e LuxGallery. Appassionato di cinema e moda, ha preso parte alla Mostra del Cinema di Venezia 2016 e al Pitti Uomo edizioni 2017 e 2018. In ambito politico, ha seguito la campagna elettorale del Referendum 2016 grazie al soggiorno presso la città di Firenze

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