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Coronavirus, De Luca: “Campania salva per l’impegno, non per miracolo”

Il presidente campano De Luca ha difeso l'impegno degli operatori sanitari affermando che la Campania non si è salvata dal coronavirus per miracolo.

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Al termine dell’ultimo consiglio regionale della Campania, il presidente di regione Vincenzo De Luca ha voluto personalmente ringraziare il lavoro degli operatori sanitari locali che da settimane sono impegnati nella dura lotta contro il coronavirus. De Luca ha infatti sottolineato come la Campania non si sia salvata dalla pandemia grazie a un miracolo o a un colpo di fortuna, ma grazie soltanto alla professionalità dei propri medici e della propria classe dirigente.

Coronavirus, le parole di Vincenzo De Luca

Nel difendere l’operato dei medici campani nella lotta al coronavirus il presidente De Luca ha dichiarato, non senza prendersi qualche merito personale: “La Campania si è salvata non per un miracolo, non per fortuna ma per l’impegno straordinario dei medici, degli infermieri, dei dipendenti regionali e dei servizi pubblici; e se consentito perché c’è stato un presidente che ha buttato il sangue dalla mattina alla sera”.

De Luca ha poi voluto ringraziare quei – pochi a suo dire – colleghi che hanno dato un loro contributo aiutando una regione in difficoltà, esprimendo invece “Totale disprezzo per coloro che sono intervenuti in questo dibattito offendendo la dignità della Campania e di coloro che hanno lavorato per due mesi.

[…] Siccome queste cose non hanno bandiere politiche e voglio discutere tra uomini e non chi pur di fare politica politicante o demagogia ignora completamente i fatti”.

La stoccata a Vittorio Feltri

Nel suo intervento, De Luca ha infine velatamente replicato al giornalista Vittorio Feltri e alle sue recenti affermazioni in merito alla presunta inferiorità dei cittadini meridionali: “Abbiamo dimostrato che qui abbiamo delle eccellenze mondiali dal punto di vista dell’organizzazione ospedaliera e anche dal punto di vista di alcune terapie messe in piedi nel nostro territorio.

Lo voglio dire come risposta oggettiva a cose davvero indegne che abbiamo ascoltato in queste settimane, relative all’inferiorità genetica dei meridionali”.

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