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Conte: “Fase 2? Si conferma il senso di responsabilità dei cittadini”

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Conte si mostra ottimista sulla fase 2 e ringrazia i cittadini per la responsabilità fin qui mostrata.

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Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha parlato, nel corso di un’intervista rilasciata al Fatto Quotidiano, della difficile situazione dell’Italia, appena uscita – seppur parzialmente – dalla fase 1 e dove c’è da ricostruire l’economia, fortemente turbata dalla pandemia.

Per il premier il momento è delicato, ma i cittadini italiani avrebbero risposto in maniera corretta alla riapertura e dimostrando un grande senso di responsabilità: “Vedo che il piano ha funzionato, con un’attuazione ordinata del rientro di 4,5 milioni di lavoratori tra fabbriche e uffici. Anche le nuove regole sui trasporti non hanno bloccato gli spostamenti, anch’essi finora molto ordinati. Si conferma il senso di responsabilità dei cittadini, la grande attenzione al rispetto delle regole.

E questo mi fa ben sperare sul fatto che la curva dell’epidemia resti sotto controllo. Detto ciò, questo virus è un male invisibile quindi fare previsioni è azzardato, hanno difficoltà pure gli scienziati”.

Conte: “Fase 2? Cittadini molto responsabili”

Spazio naturalmente, nel corso dell’intervista, anche alle imminenti manovre economiche che l’Italia dovrà attuare con il famoso Decreto Aprile, ormai diventato Decreto Maggio. Su questo un grande peso avranno anche le risposte che l’Italia riceverà dall’Unione Europea, dove però il clima non è dei migliori dopo la sentenza della Corte costituzionale tedesca sugli acquisti di titoli pubblici da parte della Bce, specie di quelli italiani.

Conte schiva in parte questa argomento: Non commento sentenze della nostra Consulta, figurarsi se entro in quelle degli altri Paesi.

Il programma di acquisti era già stato approvato e ritenuto legittimo dalla Corte di Giustizia Europea. Non spetta a nessuna Corte costituzionale decidere cosa può fare o no la Bce, la cui indipendenza è il fulcro dei trattati europei, quindi riconosciuto anche dalla Germania. Giudico un fuor d’opera che una Corte nazionale, pur costituzionale, chieda alla Bce di giustificare la necessità degli acquisti. Non può interferire in queste iniziative”.

Il Decreto Maggio

Entrando nello specifico sul decreto Maggio, il presidente del Consiglio ha spiegato in questo modo i ritardi: “C’è una ragione anche tecnica. La commissaria europea alla Concorrenza Margrethe Vestager sta aggiornando in questi giorni il Temporary framework, cioè lo strumento con cui si introduce un regime di deroga per gli aiuti alle imprese colpite dall’emergenza. Quindi tutte le misure di sostegno alle imprese a cui abbiamo lavorato dovranno attenersi al nuovo quadro. Ne abbiamo delle anticipazioni, ma fino alla versione definitiva non possiamo essere sicuri di essere conformi”.

In merito al contenuto ha ribadito quanto era già stato preannunciato in conferenza stampa nei giorni scorsi dal ministro dell’Economia Gualtieri. “Sarà una misura molto importante – ha detto Conte – sarà quella che consentirà a tutti i cittadini, attraverso il credito di imposta, di ristrutturare gli immobili per adeguarli alla normativa antisismica e per l’efficientamento energetico, a costo zero: gratis. Il meccanismo è stato suggerito dal ministro Fraccaro e avrà forte impatto: ci aspettiamo maggiore occupazione e la decisa ripresa delle costruzioni. E senza ulteriore consumo del suolo. Un’altra norma distribuirà 3 miliardi ai Comuni per sbloccare lavori di manutenzioni e opere pubbliche con procedure di gara semplificate. Sempre con Comuni e Province, stiamo lavorando a un piano straordinario per l’edilizia scolastica, approfittando delle scuole chiuse, per avere a settembre aule ristrutturate e sicure per i nostri ragazzi”.

La conferenza stampa per la fase 2

Il presidente Conte è poi tornato anche sulla controversa conferenza stampa in cui si informava la nazione delle regole della nuova fase 2. Il premier era apparso in quella situazione decisamente stanco e poco brillante e, secondo fonti governative, avrebbe avuto anche uno scontro con il suo portavoce Rocco Casalino.

“Non c’è stato nessuno scontro – ha detto il presidente del Consiglio – Se sono apparso affaticato non è colpa dei miei collaboratori, ma solo mia. E poi non ho l’abitudine di scaricare sugli altri. Sono insoddisfatto anche io dell’ultima conferenza stampa. Ero molto stanco. Io non me n’ero accorto, ma me lo han detto tutti. Venivo da 10 ore di maratona di riunioni, mi ero pure scordato di pranzare. Sono stato poco brillante. Del resto non avrei potuto rimandare all’indomani, perché la bozza del Dpcm l’avevano ministri, Regioni, comuni: dovevo evitare fughe di notizie, che poi inevitabilmente sarebbero state imputate a me, così come la confusione e l’incertezza che queste anticipazioni generano”.

Si passa poi a quel termine che ha scatenato l’ira delle opposizioni e l’ilarità del web: congiunti. “Quella formula ha un fondamento giuridico – ha spiegato Conte – è servita per abbracciare una ampia platea di soggetti che spaziano dai parenti agli affini ai coniugi, ai partner delle unioni civili e ai fidanzati, tenendo fuori però conoscenti e amici. Se avessimo optato per una formula più estensiva, avremmo consentito un più ampio scambio di visite e incontri, e sarebbe stato impossibile tenere sotto controllo la curva del contagio nelle relazioni personali”.

Nato a Latina il 23/03/1991, é laureato in Economia e Marketing presso l'Università La Sapienza di Roma. Dopo un Master al Sole24Ore ha collaborato con diverse testate tra cui TGcom24 e IlGiornaleOff. Lavora come speaker a Radio Rock.


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Riccardo Castrichini

Nato a Latina il 23/03/1991, é laureato in Economia e Marketing presso l'Università La Sapienza di Roma. Dopo un Master al Sole24Ore ha collaborato con diverse testate tra cui TGcom24 e IlGiornaleOff. Lavora come speaker a Radio Rock.

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