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Sessimo e body shaming nei libri per bambini: la denuncia di Fusacchia

Con un post via Facebook il deputato Fusacchia denuncia le frasi di sessismo e body shaming contenute sui libri per bambini: "Roba da censura".

Body shaming sui libri per bambini

Possono degli innocenti libri per bambini contenere frasi incentrate sul sessismo e il body shaming? A quanto pare sì. È il caso denunciato da Alessandro Fusacchia, Capogruppo Misto alla Camera e componente della VII commissione alla Camera, che in un post su Facebook ha preso di mira un testo scolastico per i più piccoli.

Libri per bambini, tra sessimo e body shaming

Primo libro. Un testo scolastico. Bisogna concludere le frasi capendo quale sia la seconda parte corretta. Il prosieguo giusto; quello naturale, secondo loro.

Lucia è troppo grassa…’ finisce con ‘…per indossare una minigonna‘. Naturale, no?” scrive ironico Fusacchia. Il suo è un riferimento a un esercizio in cui si chiede all’alunno di unire due frasi secondo un senso logico. “E non è ancora niente – continua il deputato -. Poco sotto si legge: ‘Rossella è così bella da sembrare un angelo, mentre sua sorella è talmente brutta che nessun ragazzo la degna di uno sguardo […]. Questa è roba da far venire voglia anche al più incallito liberale di invocare la censura” conclude Fusacchia, che sull’argomento è molto sensibile.

Da tempo il deputato, padre di una bambina di tre anni, si batte sull’importanza di superare gli stereotipi e il sessismo a partire da alcuni retaggi culturali dannosi fin dalla tenera età.

Body shaming e il caso Botteri

Di recente, il fenomeno del body shaming, prima relegato solo al mondo social, è stato messo in luce dal caso della giornalista Giovanna Botteri, presa di mira dal format satirico Striscia la notizia per il suo aspetto fisico: “In inglese si chiama body shaming, ma la potenza negativa di questa pratica si esprime bene anche usando l’italiano. Derisione, fino ad arrivare a vere e proprie offese, per come si appare, per come è il corpo, per come ci si veste. Nemmeno a dirlo è una pratica ormai diffusissima nei social network” è stato il commento dei colleghi giornalisti al servizio. La stessa ondata di indignazione ha ora colpito Fusacchia, che ha riflettuto sulla potenza dello stereotipo a partire dalla tenera età.

Body shaming, sessismo e bullismo

I fenomeni di sessismo e body shaming sono espressioni del bullismo, dove avviene la sopraffazione dell’altro e lo svilimento delle relazioni umane. Come suggerisce la parola inglese body shaming, il corpo rimane il bersaglio da deridere e far vergognare in un’estrema forma di umiliazione. Tutto questo, come avvertono gli psicologi, si riflette sullo stato psico-fisico del minore, che sviluppa un malessere che può sfociare in episodi di disagio psicologico in età adulta. Ma body shaming e e sessismo sono anche diffusi sui luoghi di lavoro. Per questo, la denuncia del deputato Fusacchia mira ad abbattere la struttura fatta di stereotipi che minacciano di caratterizzare i contesti professionali e umani dell’età adulta.

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