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Coronavirus, Gallera: “Contro la Lombardia una campagna d’odio”

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L'assessore al Welfare Gallera chiarisce i punti controversi e si scaglia contro chi accusa la Regione Lombardia di ritardi.

L'assessore lombardo al Welfare, Giulio Gallera

“Contro la Lombardia una campagna d’odio orchestrata ad arte” ha detto Giulio Gallera, sulle critiche relative alla gestione dell’emergenza coronavirus nella sua regione. Intervistato da Il Giorno, l’assessore al Welfare ha risposto direttamente alle critiche mossegli da chi ha evidenziato i limiti della sanità lombarda.

Il modello Lombardia ha consentito di salvare migliaia di vite. A febbraio e marzo, quando gli ospedali rischiavano il collasso, la sinergia pubblico-privato ha permesso di portare da 800 a 1.800 i posti in terapia intensiva e da 1.000 a 12.000 quelli in pneumologia” ha aggiunto.

Gallera: la Lombardia e la campagna d’odio

Le parole di Gallera sono frecce rimandate ai mittenti delle critiche. L’ultimo, duro affondo è stato fatto nella seduta parlamentare del 21 maggio dal deputato pentastellato Ricciardi: “Chi l’attacca propone il modello Lombardia. Lei, signor Presidente del Consiglio, doveva fare come Gallera, che in conferenza stampa si presentava puntuale, e annunciava un ospedale per il quale hanno speso 21 milioni per 25 pazienti” aveva detto Ricciardi.

Per l’assessore Gallera, questo genere di attacchi sono “una campagna orchestrata artatamente” e prende a confronto il modello Emilia-Romagna: “Sul governatore emiliano Bonaccini, che spende 26 milioni di fondi pubblici per un ospedale d’emergenza, nessuno fiata” specifica Gallera. Infine, osserva che il cosiddetto caso Lombardia vale per tutta l’Italia: “Tagli e contrazioni si sono avuti in Lombardia come nel resto d’Italia. Ci è stata ridotta la possibilità di assumere personale, di finanziare borse di studio per i medici, di incrementare i posti letto.

Ne abbiamo tre ogni mille abitanti: il massimo oggi consentito“.

Gallera contro la scienza: “Contraddittoria”

Nella lunga intervista, Gallera attacca anche la scienza, “le cui indicazioni si sono rivelate spesso lacunose e a volte addirittura contraddittorie“. Per l’assessore lombardo, anche gli scienziati non hanno espresso unanimità nella gestione dell’emergenza e ora questo sta continuando per quanto riguarda i test seriologici, così come una patente d’immunità: ” Tutti cercano certezze e magari una patente di immunità.

Purtroppo non è possibile averla. Il test sierologico può essere fuorviante. Si può avere gli anticorpi ed essere ancora positivi; oppure non avere gli anticorpi ma avere il virus in incubazione”. Secondo l’assessore, infatti, i test seriologici hanno soltanto valenza statistica.

Coronavirus e Lombardia: Stato assente?

Secondo Gallera “lo Stato avrebbe dovuto distribuire alle Regioni tutto il necessario per fronteggiare la pandemia. I reagenti per i tamponi, appunto, e poi le mascherine, i guanti, i disinfettanti. Invece non arrivava nulla. E quando le mascherine sono arrivate qui da noi non erano omologate. Io ho di fronte agli occhi l’immagine del ministro degli Esteri che, il 15 febbraio, presenziava all’invio di tonnellate di mascherine e gel in Cina. Il 20 l’emergenza scoppiava in Lombardia, e per noi non c’era nulla”.


Gallera, la Lombardia e il record tamponi

Gallera ammette i limiti delle sue azioni, ma si giustifica con il criterio di tempestività. Infine, ammette che sta montando una campagna d’odio nei suoi confronti. Per esempio, in merito ai ritardi sui tamponi: “Siamo la regione che ha fatto più tamponi . Per la precisione, oltre 600.000. Avendo avuto moltissimi malati abbiamo dovuto selezionare le persone a cui farli. Anche perché i reagenti necessari scarseggiavano, ed è questo il vero tema” specifica. Alla domanda se pensa alla prossima corsa elettorlae, Gallera dichiara di non avere tempo: “Questa vicenda mi ha segnato. Sta montando una campagna d’odio. Stare qui a lavorare è l’unico modo per combatterla” ammette.

Marco Grieco, lucano classe 1987, è giornalista. Archeologo di formazione, è cresciuto a pane e giornalismo, conseguendo un master in giornalismo alla Eidos Communication di Roma e uno in comunicazione culturale alla Business School del Sole 24ORE. Collabora con TPI, L'Osservatore Romano e The Vision. Si occupa di inchieste sociali e politica estera, ma non disdegna la cultura e i temi pop. Curioso instancabile, ha un podcast di approfondimento giornalistico, Point of News, dove ama dare occhi e voce alle notizie nel mondo. Collabora con Notizie.it.


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Marco Grieco

Marco Grieco, lucano classe 1987, è giornalista. Archeologo di formazione, è cresciuto a pane e giornalismo, conseguendo un master in giornalismo alla Eidos Communication di Roma e uno in comunicazione culturale alla Business School del Sole 24ORE. Collabora con TPI, L'Osservatore Romano e The Vision. Si occupa di inchieste sociali e politica estera, ma non disdegna la cultura e i temi pop. Curioso instancabile, ha un podcast di approfondimento giornalistico, Point of News, dove ama dare occhi e voce alle notizie nel mondo. Collabora con Notizie.it.

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