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Concorso Scuola, l’accordo politico: sì prova scritta, ma niente quiz

Raggiunto l'accordo nella maggioranza per il concorso Scuola. Conte esulta: "Combattiamo il precariato".

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Concorso scuola, accordo tra la maggioranza: quando sarà

Concorso Scuola, trovato finalmente l’accordo tra la maggioranza. Ed esulta il Premier Conte che annuncia: “Combattiamo il precariato, garantendo la meritocrazia”. L’annuncio è arrivato nella tarda serata di domenica 24 maggio, dopo 48 ore di attenta valutazione sulla proposta relativa ai concorsi scuola.

Un annuncio che, in ambito politico, ricompatta la maggioranza trovando l’intesa tra la Azzolina, il Pd e Leu. L’accordo politico, raggiunto nella video conferenza presieduta dal premier alla presenza dei capigruppo, prevede che per il concorso scuola 2020 ci sia una prova scritta per i 32mila insegnanti ma non attraverso un quiz e non ad agosto.

Dal pomeriggio di lunedì 25 maggio si cominceranno a votare gli emendamenti al dl Scuola in commissione a palazzo Madama. Il voto più rischioso era quello in programma martedì 26 maggio – sull’emendamento a firma Pd-Leu-Autonomie – ma la proposta del presidente del Consiglio ha evitato una spaccatura in commissione ma soprattutto che sul probabile voto di fiducia, in programma per il 7 giugno prossimo, ci possano essere sorprese.

Concorso Scuola, l’accordo tra la maggioranza

Conte, in merito al Decreto Scuola per i prossimi concorsi, si è detto d’accordo sull’impossibilità di tenere i concorsi ad agosto e ha chiesto anche di modificare lo strumento dei quiz, ribadendo allo stesso tempo la necessità di una prova selettiva. Ricompattata, dunque, la maggioranza che si era così spaccata: l’asse M5s-Italia Viva che insisteva sulla necessità di procedere a concorsi ad agosto. La proposta di Pd e Leu, invece, prevedeva l’assunzione in base alla graduatoria per titoli e un concorso alla fine dell’anno scolastico.

E così la maggioranza esulta: “Vogliamo ridurre il precariato, per dare più stabilità alla scuola, e vogliamo farlo attraverso una modalità di assunzione che garantisca il merito”, sintetizza la Azzolina, titolare del Miur. “Abbiamo 78 mila insegnanti da assumere nel primo e secondo ciclo fra concorsi ordinari e concorso straordinario. Fra gli aspiranti anche migliaia di giovani che – osserva ancora il Ministro dell’Istruzione – si preparano da tempo e vogliono avere la loro occasione per cominciare ad insegnare”.

Il presidente del Consiglio si è detto soddisfatto dell’accordo. “Ha vinto – ribadisce il Partito Democratico – non una parte politica, ma il buon senso. La soluzione individuata ci convince perché va nella direzione che abbiamo sempre auspicato. Ringraziamo dunque la maggioranza, la ministra e il presidente del Consiglio per il grande lavoro fatto”.

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