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Open Arms, la Giunta per le immunità vota no al processo a Salvini

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Il Senato ha respinto la richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti di Matteo Salvini per il caso Open Arms.

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Si è concluso il voto in Senato per il processo nei confronti di Matteo Salvini nell’ambito del caso Open Arms. La Giunta per le Immunità ha negato l’autorizzazione a procedere contro il senatore della Lega. Italia Viva non ha partecipato alla votazione: “Non c’è stata nessuna istruttoria seria”.

“La Giunta del Senato ha votato stabilendo che Salvini ha fatto il suo dovere, ha agito per interesse pubblico e non privato. Adesso la parola passa al Senato, vediamo se Pd e 5 Stelle insisteranno per il processo” ha commentato l’ex ministro dell’Interno.

Open Arms, Italia Viva non vota

“Italia Viva ha deciso di non partecipare al voto sulla vicenda Open Arms: ci rimettiamo dunque all’aula” ha fatto sapere il capogruppo Iv in Giunta per le autorizzazioni del Senato, Francesco Bonifazi.

Non c’è stata a nostro parere un’istruttoria seria, così come avevamo richiesto sia in questo caso che nella precedente vicenda Gregoretti: era necessario ricevere indicazioni sui rischi reali di terrorismo e sullo stato di salute riguardo alle imbarcazioni bloccate in mare dall’ex ministro dell’Interno, che non sono arrivate”.

Salvini: “Rifarei tutto”

Matteo Salvini, comunque, vive con grande tranquillità il voto al Senato per l’autorizzazione al processo sul caso Open Arms nei suoi confronti. “Ho difeso la legge, la sovranità, la sicurezza, l’onore e la dignità italiane, con l’accordo dell’intero governo. Sono tranquillo e rifarei tutto, non per interesse personale ma per tutelare il mio Paese”.

Open Arms, voto al processo per Salvini

L’ex Ministro degli Interni evidenzia: “Pd e 5Stelle vogliono mandarmi a processo per aver bloccato uno sbarco l’anno scorso? A differenza di altri, io non cambio idea – ribadisce Matteo Salvini – fermare gli sbarchi di clandestini, combattere gli scafisti, difendere la sicurezza, l’onore e la dignità dell’Italia non è un reato, ma un dovere.

Mi processano? Sono tranquillo. Se un uomo non è disposto a lottare per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla, o non vale nulla lui”.

Si vota a partire dalle ore 9 di martedì 26 maggio: oggetto della discussione sarà la relazione di Gasparri, che chiede di non dare via libera al tribunale dei ministri di Palermo. Nel documento si evidenzia: “Il comportamento dell’allora ministro Salvini era coperto da immunità, perché ha agito nella sua qualità di ministro dell’Interno, di conformità ai principi fondamentali della Costituzione”.


Richiesta che potrebbe trovare l’ok grazie al voto dei 5 leghisti (Urraro, Pillon, Stefani, Pellegrini e Augussori) dei 4 di Fi (Malan, Paroli, Modena e Gasparri) e di Balboni, di Fdi. A votare a favore della relazione Gasparri anche l’autonomista Durnwalder. A questi si dovrebbero aggiungere l’ex M5S Mario Giarrusso e la pentastellata Alessandra Riccardi.

Nato a Reggio Calabria il 13 maggio del '93 con due passioni: lo sport e il giornalismo. Laureato in Comunicazione Pubblica e di Impresa a La Statale di Milano, ha ricoperto il ruolo di content editor per testate giornalistiche generaliste e a indirizzo sportivo del network Tmw. Ha ricoperto il ruolo di social media per le pagine di UrbanPost e LuxGallery. Appassionato di cinema e moda, ha preso parte alla Mostra del Cinema di Venezia 2016 e al Pitti Uomo edizioni 2017 e 2018. In ambito politico, ha seguito la campagna elettorale del Referendum 2016 grazie al soggiorno presso la città di Firenze


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Antonino Paviglianiti

Nato a Reggio Calabria il 13 maggio del '93 con due passioni: lo sport e il giornalismo. Laureato in Comunicazione Pubblica e di Impresa a La Statale di Milano, ha ricoperto il ruolo di content editor per testate giornalistiche generaliste e a indirizzo sportivo del network Tmw. Ha ricoperto il ruolo di social media per le pagine di UrbanPost e LuxGallery. Appassionato di cinema e moda, ha preso parte alla Mostra del Cinema di Venezia 2016 e al Pitti Uomo edizioni 2017 e 2018. In ambito politico, ha seguito la campagna elettorale del Referendum 2016 grazie al soggiorno presso la città di Firenze

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