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Boccia: “Passaporto sanitario anticostituzionale”

Francesco Boccia esclude il passaporto sanitario: "Anticostituzionale, no a distinzioni tra singole Regioni. C'è la libera circolazione".

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Coronavirus, è un Francesco Boccia chiarissimo quello che di fatto dice no categorico al passaporto sanitario e alla possibile distinzione tra Regioni. O si apre tutti o nessuno il 3 giugno. “Passaporto sanitario? Rileggete l’articolo 120 della Costituzione: una Regione non può adottare provvedimenti che ostacolino la libera circolazione delle persone”, dice durante l’audizione in Commissione federalismo fiscale della Camera.

E aggiunge: “Se gli scienziati dicono che non ci sono passaporti sanitari, non ci sono”.

Per Francesco Boccia, Ministro degli Affari Regionali, non sussisterà alcuna discriminazione territoriale. Nonostante l’emergenza Coronavirus.

L’intervento è mirato anche a sedare le polemiche che hanno caratterizzato la giornata di mercoledì 27 maggio tra Beppe Sala, sindaco di Milano, e Solinas, governatore della Regione Sardegna.

Coronavirus e passaporto sanitario

Solinas, così come Nello Musumeci di Regione Sicilia, chiede un passaporto sanitario. Una sorta di tesserino con tampone o test sierologico. Ma per il Governo – e per gli scienziati – questa ipotesi non sussiste minimamente. Inoltre il titolare degli Affari Regionali esclude una mobilità differenziata a livello regionale: “Nei prossimi giorni con l’ultimo click che riporterà il Paese a muoversi ci dovrà essere anche quello del buonsenso”.

Per Francesco Boccia, infatti, se tutte le Regioni: “Ripartono, lo faranno senza distinzioni sul profilo dei cittadini di ogni regione, la distinzione tra cittadini di una città rispetto all’altra non è prevista, se siamo sani ci muoviamo. Diverso è prevedere una fase di quarantena, ma non siamo in quella condizione. E anche in quel caso ci vuole un accordo tra le parti”.

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