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Lombardia, inchiesta su fornitura camici: ma per la Regione Fontana era ignaro

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Un'inchiesta di Report ha rivelato la storia di una fornitura di camici che Regione Lombardia avrebbe acquistato dalla ditta della moglie e del cognato di Fontana.

attilio-fontana cognato indagato

Si preannuncia essere un’ulteriore gatta da pelare per le autorità regionali lombarde l’inchiesta del giornalista di Report Giorgio Mottola (in collaborazione con Norma Ferrara) sul presunto acquisto, da parte della Regione, di una fornitura di camici ospedalieri prodotti da un’azienda di proprietà della moglie e del cognato del presidente Attilio Fontana.

Nell’inchiesta, annunciata in esclusiva sulle pagine de Il Fatto Quotidiano, viene inoltre precisato che la suddetta azienda si sarebbe aggiudicata l’appalto senza gara, ma dalla Regione affermano che di tutto questo il presidente Fontana non ne era a conoscenza.

Lombardia, inchiesta di Report su fornitura di camici

Stando a quanto rivelato dalla trasmissione di Rai 3, e che verrà mandato in onda nella puntata di lunedì 8 giugno, la vicenda ha inizio lo scorso 16 aprile, quando l’azienda Dama Spa si aggiudica l’appalto – senza gara – per una fornitura di camici da consegnare a Regione Lombardia tramite Aria, l’Agenzia regionale pubblica per gli Acquisti. Una fornitura dal valore complessivo di 513mila euro.

La Dama Spa non è però un azienda qualunque: attraverso la Divadue Srl essa appartiene infatti per il 10% a Roberta Dini, moglie del presidente della Lombardia Attilio Fontana, mentre per il restante 90% (tramite una fiduciaria del Credit Suisse svizzero) al di lei fratello Andrea Dini, cognato di Fontana. Una situazione che lascia presumere l’ipotesi di un conflitto di interessi per il presidente della regione più colpita dalla pandemia di coronavirus.

Lo stesso Andrea Dini che, una volta raggiunto dai giornalisti di Report, ha tuttavia dato una versione diversa dell’intera vicenda: Non è un appalto, è una donazione. Chieda pure ad Aria, ci sono tutti i documenti. […] Effettivamente, i miei, quando io non ero in azienda durante il Covid, chi se ne è occupato ha male interpretato, ma poi me ne sono accorto e ho subito rettificato tutto perché avevo detto ai miei che doveva essere una donazione.

Sempre secondo l’inchiesta infatti, a partire dal 22 maggio la Dama Spa stornerà le fatture relative alla fornitura di camici per la Regione, considerandola dunque una donazione a tutti gli effetti.

La replica della Regione

A seguito dell’inchiesta di Report non è tardata la risposta delle autorità regionali lombarde, le quali hanno dichiarato: Della vicenda il presidente non era a conoscenza. Sapeva che diverse aziende, fra cui la Dama Spa, avevano dato disponibilità a collaborare con la Regione per reperire con urgenza Dpi in particolare mascherine e camici per strutture sanitarie”.

In giornata è giunta anche la replica del presidente Fontana, che su Facebook ha affermato: “Durante il periodo di crisi, appurato che da Roma non sarebbero mai arrivati in tempo gli aiuti, Regione Lombardia è stata costretta ad incaricare la propria centrale acquisti, ARIA spa, per assicurare l’approvvigionamento di forniture e servizi per fronteggiare l’emergenza. […] Nell’automatismo della burocrazia, nel rispetto delle norme fiscali e tributarie, l’azienda oggetto del servizio di Report, accompagnava il materiale erogato attraverso regolare fattura stante alla base la volontà di donare il materiale alla Lombardia, tanto che prima del pagamento della fattura, è stata emessa nota di credito bloccando di fatto qualunque incasso”. La storia tuttavia sicuramente non finirà qui e molto probabilmente andrà ad aggiungersi alle precedenti controversie che hanno riguardato la regione a guida leghista.

Presentata querela da parte di Fontana

Lo stesso Fontana ha in seguito annunciato di aver querelato Il Fatto Quotidiano per le anticipazione del servizio che andrà in onda nella puntata di Report di lunedì 8 giugno: “Si tratta dell’ennesimo attacco politico vergognoso, basato su fatti volutamente artefatti e scientemente omissivi per raccontare una realtà che semplicemente non esiste. […] Agli inviati della trasmissione televisiva ‘Report’ avevo già spiegato per iscritto che non sapevo nulla della procedura attivata da Aria SpA e che non sono mai intervenuto in alcun modo”.

Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.


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Antonino abbate
7 Giugno 2020 21:45

Non vedo dove sta la notizia se c’è un risparmio economico pure che l’azienda è della moglie!!


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Jacopo Bongini

Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.

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