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Conte smentisce le voci sul suo possibile partito: “Sarebbe una follia”

Il premier Conte ha negato l'ipotesi di un suo partito: "Sono qui non per interessi personali. Sarebbe folle anche solamente pensarci".

Conte strage ustica

Intervistato alla vigilia degli Stati generali dell’economia, il premier Giuseppe Conte ha escluso la possibilità di fondare un suo partito. Stando a quanto emerso dai primi sondaggi, il successo sarebbe immediato. Eppure lui afferma: “Sarebbe un follia”.

Conte non vuole fondare un partito

Sono qui non per interessi personali, per favorire qualcuno o degli amici, ma solo per spirito di servizio, ha tenuto a sottolineare il premier. Quindi ha aggiunto:È un incarico gravoso, ma sarebbe folle da parte mia dedicare anche una sola caloria a questi pensieri”.

Prima degli Stati generali, Conte verrà ascoltato dai pm di Bergamo per far luce sulle responsabilità riguardanti la mancata istituzione della rossa zona ad Alzano Lombardo e Nembro.

Il presidente del Consiglio ritiene di aver agito in scienza e coscienza, perché mi sono subito messo a disposizione e sono assolutamente sereno”. “Non temo affatto di finire indagato”, ha aggiunto. Si ritiene soddisfatto del lavoro che ha svolto e delle scelte intraprese. Infatti, ha commentato: “Rifarei quello che ho fatto”.

Da sabato 13 giugno inizieranno gli Stati generali dell’economia, un progetto voluto da Conte per delineare il piano di rilancio economico del Paese.

In risposta alle accuse mosse dal Pd, il premier ha dichiarato: “Per come stiamo lavorando, c’è più sostanza che immagine” e ha anticipato che il Recovery plan verrà presentato “a settembre”.

Ipotesi Mes e ponte sullo Stretto

Non mancano i dubbi sul Mes, il fondo salva-Stati sul quale si continua a dibattere. A tal proposito, Conte ha commentato: “Quando avremo fatto tutte le valutazioni necessarie, nello spirito che accompagna ogni buon padre di famiglia che va in banca a chiedere dei soldi, prenderemo una decisione.

Probabilmente a luglio, anche considerando il fabbisogno di finanza pubblica, che per allora avremo più chiaro. In ogni caso, sarà il Parlamento ad avere l’ultima parola”.

In merito al Ponte sullo Stretto, invece, ha dichiarato: Non dobbiamo dividerci, perché la questione si porrà quando avremo completato sia le infrastrutture per arrivare al ponte sua quelle in Sicilia. Di fronte a una rete adeguata avremo il problema dell’ultimo miglio”. Poi ha tenuto a precisare di essere favorevole a tutto ciò che ha una razionalità economica, che risponde all’interesse generale e fa bene al Paese. Quindi ragionare oggi del Ponte dello Stretto è una fuga in avanti. Domani, di fronte a infrastrutture realizzate, ragionarci diventa una necessità”.

Sul codice degli appalti ha detto:Non abbiamo tempo per superare il codice degli appalti. Servono norme sui bandi di gara, anche su base temporanea e per la durata dell’emergenza, per far partire gli appalti questa estate”.

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