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Scuola, raggiunto l’accordo tra Stato e Regioni: le linee guida

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Metro di distanza, ingressi scaglionati e costante igienizzazione: cosa prevede l'accordo tra Stato e Regioni sulla scuola.

Accorto stato regioni scuola

Lo Stato e le Regioni hanno raggiunto un accordo per la ripartenza della scuola a settembre: il Premier Conte ne ha illustrato i contenuti in una conferenza stampa congiunta con il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina.

Accordo tra Stato e Regioni sulla scuola

Questa l’introduzione del Presidente del Consiglio: “I nostri ragazzi e le nostre ragazze toneranno in classe il 14 settembre in condizioni di massima sicurezza. Chiudere le scuole è stata una decisione sofferta e che ci ha impegnato severamente. La didattica a distanza ci ha permesso di andare avanti con l’insegnamento anche durante il lockdown ma siamo consapevoli che è stata una questione di necessità e non eravamo preparati. Sappiamo gli sforzi che abbiamo imposto alle famiglie anche dal punto di vista organizzativo.

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Nessuno deve però dubitare che la scuola sia al centro dell’azione di governo e dei nostri pensieri. Abbiamo stanziato un miliardo per la ripartenza e per nuovi investimenti in modo da avere una scuola più moderna, più sicura e più inclusiva. Ma vi preannuncio che sicuramente un importante capitolo del Recovery Fund sarà dedicato a intervenire sulla scuola per contrastare la dispersione scolastica e migliorare la formazione evitando le classi sovraffollate“.

Le linee guida

Il ministro Azzolina ha poi illustrato cosa prevede l’accordo raggiunto con le amministrazioni regionali: “Sono linee assolutamente condivise con tutto il mondo della scuola e gli enti locali e immediatamente operative. La scuola non aveva mai visto tutti questi soldi che abbiamo stanziato. Non è stato facile riaprire gli istituti il 17 giugno per la maturità ma lo abbiamo fatto. Dal 1 di settembre riportiamo gli studenti che hanno avuto difficoltà ma anche quelli che vogliono potenziare i propri talenti.

Dal 14 settembre le scuole riapriranno per tutti.

Le scuole dovranno essere pulite: abbiamo investito milioni per acquistare prodotti igienizzanti. Dovremo mantenere un metro di distanza evitando gli assembramenti tramite ingressi scaglionati. Faremo formazione dell’intero personale scolastico insieme alla Protezione Civile nell’ottica di avere comportamenti responsabili e preventivi.

Per avere a disposizione maggiori spazi, abbiamo creato un software che ci permetterà di sapere quanti metri quadrati ha ogni singolo spazio e siamo al 76% della copertura di tutte le aule d’Italia.

Rispetto al metro di distanza i dati ci dicono che abbiamo circa il 15% degli studenti che andranno portati fuori dalle scuole. Dovremo quindi lavorare sugli edifici che ci sono facendo lavori di edilizia scolastica leggera. Se ciò non dovesse bastare abbiamo 3.000 edifici dismessi.

La scuola dovrà essere più aperta e inclusiva: portiamo i nostri studenti nei teatri, nei cinema, negli archivi in modo che respirino quella cultura di cui hanno bisogno. Più spazi vuole anche dire maggiore organico: assumeremo 50 mila docenti e personale in più con un contratto determinato. Inoltre a luglio gli stipendi del personale docente cresceranno: avremo tra gli 80 e i 100 euro in più.

Abbiamo poi bisogno di ambienti di apprendimento nuovi nell’ottica di modernizzare la scuola. Gli orari dovranno poi essere più flessibili, il che non vuol dire fare doppi turni. Per fare tutto ciò serve la collaborazione di tutti e guardare a quelli che hanno sofferto di più: penso ai bambini della scuola dell’infanzia e primaria. Ringrazio le famiglie per tutto ciò che hanno fatto così come i ragazzi disabili, quelli a cui a settembre la scuola dovrà dare la risposta più forte, e la darà“.

Nata in provincia di Como, classe 1997, frequenta la facoltà di Lettere presso l'Università degli studi di Milano. Collabora con Notizie.it


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Debora Faravelli

Nata in provincia di Como, classe 1997, frequenta la facoltà di Lettere presso l'Università degli studi di Milano. Collabora con Notizie.it

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