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Immuni, parla ministra Pisano: “Creata app che tecnicamente funziona”

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Nel corso di un'intervista la ministra dell'Innovazione Paola Pisano ha affermato che l'app Immuni sta tecnicamente e tecnologicamente funzionando.

Intervistata da SkyTg24, la ministra dell’Innovazione Paola Pisano ha reso noti alcuni dettagli in merito al primo mese di funzionamento dell’app Immuni, lanciata ufficialmente lo scorso primo giugno al fine di contribuire al tracciamento dei positivi al coronavirus.

Nel suo intervento, la ministra ha infatti affermato come l’app sia già stata scaricata da quattro milioni di cittadini italiani, dicendosi fiduciosa della scelta compiuta dal governo nel pieno dell’emergenza.

App Immuni, parla la ministra Pisano

Nel corso dell’intervista, la ministra ha inoltre parlato dei miglioramenti ottenuti nel tracciamento dell’epidemia grazia all’implementazione dell’app: “Ora ci sono il ministero della Salute e le Regioni alla guida di questa tecnologia.

Immuni si sta integrando bene con il sistema sanitario, non più sotto pressione come prima: dialoghiamo settimanalmente con tutte le Regioni”. In merito alla presenza di ulteriori app a livello regionale la Pisano afferma tuttavia come al momento vi sia: “La necessità di un’app unica, altrimenti non si ha il controllo dei dati e non si riescono a individuare focolai di ammalati”.

Per quanto riguarda le scelte che hanno portato alla creazione dell’app, la Pisano fa sapere che Immuni è stata progettata tenendo conto anche delle caratteristiche digitali della cittadinanza: “Non abbiamo scelto la tecnologia, ma abbiamo fatto una scelta che riguardava i nostri cittadini con una tecnologia che fosse il più inclusiva possibile.

Guardando le abitudini dei cittadini e la tipologia di telefonini che utilizzano abbiamo creato un’app che potesse dare un beneficio al maggior numero di cittadini.

I dubbi sulla privacy dei cittadini

Fondamentale per il lancio di Immuni anche il rispetto della privacy dei cittadini, che in molti casi si sono dimostrati restii a scaricare l’app proprio per il timore di essere controllati dallo Stato: “Oltre alla parte tecnologica abbiamo anche curato la parte normativa per tutelare la privacy, i dati e la sicurezza delle infrastrutture nazionali.

Abbiamo creato un’app che tecnicamente funziona”.

Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.


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Jacopo Bongini

Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.

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