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Coronavirus, il Senato approva il nuovo Dpcm: le novità dal 14 luglio

Roberto Speranza ha annunciato in Parlamento il nuovo Dpcm del 14 luglio, approvato dal Senato con 154 voti a favore.

Coronavirus, Speranza presenta il nuovo Dpcm del 14 luglio

Con 154 voti favorevoli e 129 contrari, il Senato ha approvato la risoluzione di maggioranza relativa al nuovo Dpcm presentato martedì 14 luglio dal ministro Speranza. Essa impegna a confermar le misure di prevenzione previste dal precedente provvedimento datato 11 giugno e a rafforzare il monitoraggio degli arrivi dai paesi fuori dall’area di Schengen.

Bocciate invece le tre risoluzioni dell’opposizioni presentate dal centrodestra unito, da Lega e da Forza Italia.

L’intervento di Speranza in Senato

È stato Roberto Speranza a presentare in Parlamento le nuove norme introdotte con il Dpcm del 14 luglio, per volere del premier Giuseppe Conte, al fine di contenere la diffusione del coronavirus e scongiurare l’ipotesi di una seconda ondata. Non si placano le polemiche da parte di chi (come magistrati, intellettuali e docenti riuniti nel think tank Lettera 150) vedono nel Dpcm “rotture ingiustificate e gravi della legittimità costituzionale“.

L’obiettivo del provvedimento è quello ribadire le norme in vigore che saranno valide almeno fino al 31 luglio, ma non si esclude una proroga.

Perché l’emergenza Coronavirus è tutt’altro che finita e lo testimoniano i numeri del contagio, sia in Italia che nel resto del mondo, e i tanti piccoli focolai che si stanno sviluppando nelle ultime settimane lungo tutto lo Stivale. Per questo motivo la stretta non sarà solo sui voli aerei bloccati (ben 16 i Paesi a rischio) ma anche sulle norme di comportamento da mantenere all’interno dei confini nazionali.

Il ministro della Salute ha invitato a non abbassare la guardia e a non sottovalutare la pandemia: “Nel mondo i contagiati hanno superato la soglia dei 13 milioni e i deceduti sono oramai più di mezzo milione.

È del tutto evidente che non possiamo abbassare la guardia. Non dividiamoci su questo, vi prego. La sfida è ancora aperta per ciascun Paese. Nessuno escluso. Il virus non conosce confini regionali, nazionali o internazionali”.

Speranza ha poi annunciato il nuovo, attesissimo Dpcm. Ancora molti i punti interrogativi e i nodi da sciogliere, ma “una cosa mi sembra certa: le scuole riapriranno. A scuola si deve andare in piena sicurezza“. A tal proposito ha annunciato la possibilità di effettuare test molecolari a campione per monitorare la popolazione scolastica durante il corso dell’anno.

Al momento nessuna decisione è stata presa“, invece, per quanto riguarda la proroga dello stato di emergenza.

Coronavirus: nuovo Dpcm di Conte

Il nuovo Dpcm di Conte del 14 luglio si fonderà su tre pilastri, gli stessi che hanno caratterizzato le ultime fasi delle decisioni politiche in merito al Coronavirus. Il primo riguarda l’uso della mascherina: resta obbligatorio, da Nord a Sud, indossarla quando ci si trova in locali chiusi o dove non si può rispettare il distanziamento sociale. A tal proposito, il secondo pilastro su cui si basa la lotta al Coronavirus con il nuovo Dpcm di Conte è proprio la distanza interpersonale di almeno 1,5 metri. Infine il terzo pilastro è la sanificazione degli ambienti e l’igiene personale.

Cosa cambia per le attività commerciali

In un momento di forte crisi economica, le nuove misure potrebbero rappresentare una stretta decisiva per le attività commerciali come, per esempio, negozi, ristoranti, cinema e bar. Il nuovo Dpcm conferma infatti l’utilizzo, obbligatorio, della mascherina all’interno di questi locali non solo per il personale ma anche per i clienti.

Prorogata fino a fine mese anche la possibilità di “incentivare le ferie e i congedi retribuiti per i dipendenti“, così come permane l’obbligo di adottare “protocolli di sicurezza e, laddove non fosse possibile rispettare la distanza interpersonale di almeno un metro come principale misura di contenimento, con adozione di strumenti di protezione individuale“, oltre alla sanificazione dei luoghi di lavoro.

Fiere, sagre e discoteche chiuse

Niente da fare per fiere, sagre e discoteche che restano ancora chiuse: il Governo Conte ha deciso di rinviare l’apertura di queste attività commerciali che era fissata proprio a martedì 14 luglio. Potranno essere le Regioni ad autorizzarne l’apertura assumendosene tutti i rischi.

Visite ai pazienti in ospedale

Per quanto riguarda le visite ai pazienti in ospedale, restano limitate ai soli casi indicati dalla direzione sanitaria della struttura, che è tenuta ad adottare le misure necessarie a prevenire possibili trasmissioni di infezione. Confermato anche il divieto di fermarsi nelle sale d’attesa dei dipartimenti emergenze e accettazione e delle strutture di pronto soccorso per chi accompagna i pazienti.

Gli ingressi in Italia

Il provvedimento proroga anche il divieto di ingresso per chi arriva dai tredici paesi considerati a rischio e la quarantena per chi proviene dagli altri, insieme a controlli più stringenti su aeroporti, porti e luoghi di confine. “Questa ultima misura che ho adottato con mia ordinanza è direttamente correlata alla grave situazione di contagio in un numero crescente di aree nel mondo. La scelta è chiara. Non possiamo vanificare i sacrifici fatti dagli italiani in questi mesi. Per questo abbiamo scelto, ancora una volta, la linea della massima prudenza“, ha sottolineato Speranza.

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