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De Luca dopo la battuta su Zingaretti: “Scherzavo, gli voglio bene”

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Dopo aver ironizzato su Zingaretti e aver ricevuto critiche dai democratici, Vincenzo De Luca ha spiegato le sue ragioni.

È stato un Vincenzo De Luca senza freni quello intervenuto durante la rassegna organizzata a Sorrento dall’Alis, l’Associazione Logistica dell’Intermodalità Sostenibile, dove tra le altre cose ha inoltre ironizzato sulle disavventure sanitarie del suo segretario di partito Nicola Zingaretti, positivo al coronavirus durante le prime settimane della pandemia.

Un’uscita che gli è costata critiche da parte di alcuni colleghi di partito tra cui Pietro Bussolati e Valeria Valente.

De Luca risponde alle critiche

Il primo gli ha infatti fatto notare come il Presidente del Lazio fosse giunto a Milano per portare la solidarietà ad una comunità ferita e rispettando le regole in vigore in quel momento. “La tua battuta è quindi sgradevole e inopportuna“, ha aggiunto. Dello stesso tenore la seconda, che ha parlato di una battuta mal riuscita.

De Luca ha quindi spiegato di aver usato un tono leggero e scherzoso e che il suo gesto è stato male interpretato. “Basta allontanarsi dal linguaggio del burocratismo e della politica politicante per dare luogo a speculazioni intollerabili. Ovviamente Nicola Zingaretti ha tutto il mio affetto“, ha ribadito. Per poi menzionare il lavoro, che ha definito straordinario, da lui fatto a livello nazionale e regionale per affrontare e gestire l’emergenza coronavirus.

Ha inoltre concluso spiegando di essersi concesso quella battuta proprio con il suo segretario perché “è uno dei pochi leader dotato di quel tanto di autoironia e di semplicità che lo rendono vicino alla gente normale“.

Coronavirus, De Luca su Zingaretti

Nello spiegare come da presidente della Regione abbia disposto provvedimenti anticovid venti giorni in anticipo rispetto al governo, De Luca ha criticato – pur senza menzionare direttamente Zingaretti – il comportamento di alcuni politici che nelle prime fasi dell’emergenza continuavano a minimizzarne la pericolosità: “Ci ricordiamo alcune frasi come “Milano non si ferma”, “Bergamo non si ferma”.

Un segretario di partito che è anche un mio amico è andato a fare un brindisi, ma siccome Dio c’è ha beccato il Covid“.

A questo punto, alla domanda di Bruno Vespa che chiedeva se avesse fatto il malocchio a Zingaretti, De Luca ha risposto: Non gli ho fatto il malocchio, mi sono difeso con le unghie e con i denti, per esempio rispetto al rientro dalla Lombardia di nostri concittadini. Abbiamo tenuto conto di tutti i rischi e credo che abbiamo fatto un miracolo doppio perché – anche se non se ne parla – la Regione Campania è quella che riceve meno di tutte le regioni d’Italia come riparto del fondo sanitario nazionale.


Il nodo dei fondi sanitari

In merito a quest’ultimo punto, il presidente campano ha dunque spiegato come la sua regione riceva ad esempio 45 euro pro capite in meno rispetto al Veneto, 40 rispetto alla Lombardia, 65 all’Emilia Romagna e 30 rispetto al Lazio: “Quindici anni fa si decise di ripartire i fondi sulla base dell’età media e della deprivazione sociale (reddito medio, ambiente). Nel corso degli anni i 2 criteri si sono ridotti alla sola età anagrafica e quindi ogni anno veniamo depredati di 300 milioni euro. I miei colleghi se ne fregano perché per non perdere soldi non guardano in faccia a nessuno”.

Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.


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Jacopo Bongini

Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.

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