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Il conto alle Bahamas di Fontana e le tante incongruenze

Ci sono troppe incongruenze sul conto alle Bahamas: cosa non torna nelle parole di Attilio Fontana?

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Il conto alle Bahamas di Attilio Fontana

Da un caso, quello dei camici, a un altro, relativo al conto alle Bahamas di Attilio Fontana. Che in una recente intervista a La Repubblica ha evidenziato come avere dei soldi depositati all’estero era una moda in quei tempi.

Si parla, però, di una cifra alquanto importante: 5,3 milioni di euro che per anni sono stati allocati in due società basate in un paradiso fiscale, detenuti in un conto svizzero e intestati alla madre del presidente del Pirellone. Quando la mamma di Fontana è venuta a mancare (nel 2015) il Governatore lombardo ha ricevuto tutto in eredità dichiarandoli al fisco grazie alla voluntary disclosure, cioè alla legge pensata per far rientrare in Italia i capitali all’estero.

Il conto alle Bahamas di Fontana

Per questo motivo, Attilio Fontana non ha dubbi sul fatto che si tratti di un conto del tutto legale: “Frutto del lavoro dei miei genitori, ma è dichiarato, pubblico e trasparente.

Mio padre lavorava alla mutua, mia madre era super-fifona, figurarsi evadere”. Eppure anche lui non sa perché abbiano portato questi fondi all’estero. Anche perché del conto alle Bahamas si è scoperto solo in un secondo momento e in correlazione con l’inchiesta sui camici in Lombardia: colpa di un bonifico da 250mila euro che Fontana nel maggio scorso ha provato a erogare alla società del cognato, Andrea Dini, per risarcirlo dopo avergli richiesto di bloccare l’affare da mezzo milione di euro con la Regione.

Il caso camici in Lombardia

Una transazione bloccata dall’antiriclaggio che ha fatto scattare l’alert della Procura di Milano, attivatasi di ufficio per capire meglio la situazione. Dopo il giallo sull’inchiesta dei camici e le varie versioni del titolare del Pirellone, a Fontana viene contestato il reato sul mancato adempimento della fornitura stipulata dal cognato con la Centrale acquisti regionale. Su 75mila camici inizialmente pattuiti, infatti, Dini ne ha consegnati 49mila. Mentre avrebbe tentato di rivendere i restanti 26mila a una società varesina a un prezzo maggiorato.

Le incongruenze

Tornando al conto alle Bahamas di Attilio Fontana, il doppio trust sarebbe nato tra il 1997 e il 2005 su volontà della madre del governatore. Fino alla sua morte ne è risultata lei intestataria con Fontana che appare in uno come soggetto delegato e in un altro come beneficiario effettivo. Il conto non sarebbe attivo dagli anni ’80, secondo la versione del Governatore che ammette di aver riportato tutto nella dichiarazione patrimoniale pubblicata: “Sin dal primo giorno del mio mandato sui siti regionali come la legge prevede”.

Come spiega il Corriere della Sera, però, Fontana fu multato dall’Anac per il suo silenzio sui soldi svizzeri quando era sindaco di Varese. Nel 2017, inoltre, subì una sanzione da mille euro per aver omesso nel 2016 l’obbligatorio stato patrimoniale nel quale sarebbero comparsi proprio i 5 milioni frutto dello scudo fiscale nel 2015.

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