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Open Arms, Bongiorno: “Salvini ha fatto il suo dovere da Ministro”

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Per Giulia Bongiorno il caso Open Arms andrebbe chiuso domani stesso perché non sussiste reato da parte di Salvini.

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Caso Open Arms, la Bongiorno difende Salvini

Giornata chiave per Matteo Salvini che scoprirà se dovrà andare a processo, oppure no, per il caso Open Arms. Il Senato è chiamato al voto per decidere il da farsi. Intanto, l’avvocato Giulia Bongiorno fa il punto della situazione in una lunga intervista concessa a La Repubblica.

La senatrice, ed ex ministra della Pubblica Amministrazione in quota Lega durante l’esecutivo giallo-verde, evidenzia come Matteo Salvini abbia fatto solo il proprio dovere di ministro: “Perseguendo l’interesse pubblico a un corretto controllo e a una corretta gestione dei flussi migratori, tutelando l’ordine pubblico. Se si votasse in coscienza ed esaminando le carte, questa vicenda si chiuderebbe domani e per sempre”.

Open Arms, Bongiorno difende Salvini

Anche perché, ribadisce Giulia Bongiorno, è importante evidenziare come l’ex Ministro degli Interni non abbia agito da solo. Ad appoggiare la scelta di Matteo Salvini nel bloccare la Open Arms c’erano anche il Movimento 5 Stelleche adesso voterà contro al Senato – e l’attuale Premier Conte. Per questo motivo la Bongiorno sottolinea: “Nessuno vuole fare chiamate in correità, perché non ci sono reati. Ma è noto che si trattava di un lavoro di squadra, di cui tutti si vantavano anche pubblicamente.

Ed era necessario un lavoro collegiale perché c’era una procedura articolata: prima si procedeva agli accordi per la redistribuzione dei migranti e poi allo sbarco”.

Per la Bongiorno, dopo i casi Gregoretti e Diciotti, ormai Salvini è diventato il ‘Re Mida del reato’. L’ex ministro della Pubblica Amministrazione spiega come quando c’è di mezzo il leader della Lega si usano due pesi e due misure: “Ciò è testimoniato da quintali di carte – denuncia ancora la Bongiorno -.

Serve il rispetto della legge, sempre”. Sul voto in Senato, infine, l’avvocato si dice fiduciosa anche in vista di un eventuale processo: “Lui ha ribadito che se si trovasse di nuovo a fare il ministro continuerebbe a combattere gli scafisti e l’immigrazione clandestina”.

Nato a Reggio Calabria il 13 maggio del '93 con due passioni: lo sport e il giornalismo. Laureato in Comunicazione Pubblica e di Impresa a La Statale di Milano, ha ricoperto il ruolo di content editor per testate giornalistiche generaliste e a indirizzo sportivo del network Tmw. Ha ricoperto il ruolo di social media per le pagine di UrbanPost e LuxGallery. Appassionato di cinema e moda, ha preso parte alla Mostra del Cinema di Venezia 2016 e al Pitti Uomo edizioni 2017 e 2018. In ambito politico, ha seguito la campagna elettorale del Referendum 2016 grazie al soggiorno presso la città di Firenze


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Antonino Paviglianiti

Nato a Reggio Calabria il 13 maggio del '93 con due passioni: lo sport e il giornalismo. Laureato in Comunicazione Pubblica e di Impresa a La Statale di Milano, ha ricoperto il ruolo di content editor per testate giornalistiche generaliste e a indirizzo sportivo del network Tmw. Ha ricoperto il ruolo di social media per le pagine di UrbanPost e LuxGallery. Appassionato di cinema e moda, ha preso parte alla Mostra del Cinema di Venezia 2016 e al Pitti Uomo edizioni 2017 e 2018. In ambito politico, ha seguito la campagna elettorale del Referendum 2016 grazie al soggiorno presso la città di Firenze

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