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Zaia: “Zona rossa a Treviso, il coronavirus non deve uscire dalla caserma”

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Il governatore del Veneto Zaia ha annunciato l'istituzione della zona rossa nella Caserma Serena di Treviso.

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Luca Zaia contro Conte dopo l'ultima conferenza stampa alla Nazione.

La caserma rimane zona rossa dal punto di vista sanitario. Il virus non deve uscire”: ad annunciarlo è il governatore del Veneto Luca Zaia, dopo che nella Caserma Serena di Treviso sono stati individuati 133 migranti positivi.

Coronavirus, zona rossa a Treviso

L’allarme è scattato quando oltre un centinaio (129 inizialmente, poi saliti a 133) di ospiti della Caserma Serena di Treviso sono risultati positivi al tampone a cui sono stati sottoposti, insieme a 22 operatori (tutti negativi). A esprimere preoccupazione per la situazione è stato, fin da subito, il governatore Zaia, fermo nel condannare il governo giallorosso e la sua politica di accoglienza nei confronti dei migranti che arrivano sulle coste italiane.

“Sul fronte immigrazione, visti i continui sbarchi a Lampedusa, sottolineiamo che il Veneto non è disponibile ad accogliere a meno chenon siano persone che scappano da guerre e morte, da salvare senza se e senza ma. Assistere ad arrivi di imbarcazioni piene di migranti che vengono da Paesi dove non ci sono situazioni di pericolo, ma che hanno deciso semplicemente di venire in Italia, non è assolutamente accettabile“.

“L’ospitalità va garantita a chi scappa dalla morte e dalla fame, ma i dati ci dicono che questi casi costituiscono il 5% del totale” ha ribadito durante la conferenza stampa del 31 luglio.

“Il 90% degli arrivi riguardano cittadini che vengono da paesi in cui non c’è guerra o persecuzione. Non capiamo per quale motivo dobbiamo avere in Veneto oltre il 55% dei focolai che vengono da fuori“.


Chi, tra gli ospiti della caserma di Treviso risultati positivi al coronavirus, violerà la quarantena e non rispetterà la zona rossa, andrà incontro a “multa e conseguenze penali.

Abbiamo 5 milioni di veneti che sono stati chiusi in casa per mesi. Non capisco quale sia il problema per 300 persone. Qui si vede se lo Stato esiste o no. Resta inteso che strutture come queste vanno dismesse, questo sistema di ospitalità è fallimentare in tutti i sensi”.

Nata in provincia di Monza e Brianza, classe 1994, è laureata magistrale in "Lettere moderne" presso l’Università degli Studi di Milano. Prima di collaborare con Notizie.it, ha scritto per la rivista Viaggiare con gusto.


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Lisa Pendezza

Nata in provincia di Monza e Brianza, classe 1994, è laureata magistrale in "Lettere moderne" presso l’Università degli Studi di Milano. Prima di collaborare con Notizie.it, ha scritto per la rivista Viaggiare con gusto.

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