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Atti desecretati: il Comitato tecnico era contrario al lockdown nazionale

Il Comitato tecnico-scientifico era contrario al lockdown nazionale varato il 9 marzo: lo dimostrano i loro atti desecretati.

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Iniziano ad emergere i primi dettagli degli atti del Comitato tecnico-scientifico, prima protetti dal segreto di Stato e poi desecretati dal governo: da uno dei cinque verbali, contenente le misure da adottare dopo l’iniziale esplosione dei contagi, emerge che gli esperti non avevano suggerito all’esecutivo un lockdown esteso a tutto il territorio nazionale.

Cosa dicono gli atti desecretati sul lockdown?

Un documento datato 7 marzo, due giorni prima della chiusura totale, i tecnici suggerivano ai ministri di adottare due livelli di misure di contenimento. Vale a dire uno nei territori in cui il virus si era diffuso maggiormente e l’altro sulle restanti parti del territorio nazionale. Invece il 9 marzo Conte ha firmato un Dpcm stabilendo misure uguali per tutta Italia, cosa che comportò non poche polemiche con i governatori di regioni poco colpite dal contagio.

Nello specifico il Comitato tecnico-scientifico aveva proposto di unificare le cosiddette zone rosse e zone gialle stabilendo misure stringenti e uguali per la Lombardia e le province di Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini, Modena, Pesaro Urbino, Venezia, Padova, Treviso, Alessandria e Asti. Norme che dovevano prevedere la chiusura di ogni tipo di attività e lo stop agli spostamenti non dettati da salute o necessità.

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Quanto al resto del territorio nazionale, gli esperti avevano suggerito disposizioni più soft, come per esempio l’apertura al pubblico di musei e altri istituti e luoghi della cultura purché senza assembramenti di persone. Ma anche lo svolgimento delle attività di ristorazione e bar con obbligo di far rispettare la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro. E la possibilità per gli esercizi commerciali di rimanere aperti garantendo accessi contingentati. La presidenza del Consiglio decise però di non adempiere ai suggerimenti degli esperti e di chiudere tutto in ogni regione.

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