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Zona rossa, Conte: “Mai letto verbale”. Ma un’intervista lo smentisce

Il 3 marzo gli esperti suggeriscono al governo di istituire la zona rossa tra Alzano e Nembro: Conte aveva letto quel verbale?

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Emergono nuovi dettagli dopo la desecretazione da parte del governo dei verbali del Comitato tecnico-scientifico. A far discutere è in particolare il verbale del 3 marzo in cui gli esperti suggerivano all’esecutivo di istituire la zona rossa tra i comuni di Alzano e Nembro, ormai in preda al contagio, che Conte avrebbe però affermato di non aver mai letto.

Punto chiarito in uno stralcio del libro “Come nasce un’epidemia – la strage di Bergamo, il focolaio più micidiale d’Europa” di Marco Imarisio, Simona Ravizza e Fiorenza Sarzanini, reso noto dal Corriere della Sera. In un’intervista risalente al 2 aprile il Premier aveva però espressamente fatto riferimento a quel documento lasciando intendere di esserne a conoscenza.

Conte ha letto il verbale sulla zona rossa?

Quel documento non mi è mai arrivato.

Non l’ho mai visto“, avrebbe dichiarato ai magistrati che il 12 giugno erano giunti a Roma per interrogarlo come testimone nell’inchiesta avviata proprio sul caso bergamasco. Tutto ciò nonostante, sempre stando alla fonte sopracitata, il Comitato aveva provveduto a inviare l’atto a Palazzo Chigi.

Ed effettivamente lo stesso Conte, intervistato dal Fatto Quotidiano il 2 aprile, aveva fatto riferimento a quel verbale mentre stava ricostruendo tutti i passaggi dell’emergenza.

Questo quanto dichiarato: “La sera del 3 marzo il Comitato tecnico scientifico propone per la prima volta la possibilità di una nuova zona rossa per i comuni di Alzano Lombardo e Nembro“.

Stando a queste affermazioni sembrerebbe che il Premier fosse a conoscenza del fatto che il 3 marzo i tecnici avevano proposto l’istituzione della zona rossa. Dunque come mai il 12 giugno avrebbe detto ai magistrati di non saperne nulla?

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