×

Lockdown, Speranza appoggia Conte: “Chiudere tutto ha salvato l’Italia”

Condividi su Facebook

Il ministro della Salute Roberto Speranza appoggia il lockdown generale voluto da Conte, affermando che la chiusura totale ha salvato l'Italia.

È un aperto sostegno al presidente del Consiglio Conte quello che traspare dalle parole del ministro della Salute Roberto Speranza, che in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera appoggia la scelta di imporre il lockdown in tutta Italia contravvenendo ai pareri del Comitato Tecnico Scientifico, che aveva invece consigliato una chiusura parziale solo nelle regioni del Nord: Chiudere tutto ha salvato l’Italia.

[…] La strategia del lockdown totale ci ha consentito di fermare il virus prima che invadesse il Sud. I dati di sieroprevalenza lo dimostrano”.

Lockdown, Speranza sostiene il lockdown totale

Nel corso dell’intervista, Speranza dà inoltre una sua opinione su come sarà il prossimo autunno, anche in vista di un’eventuale seconda ondata della pandemia:Sarà un autunno di resistenza, perché il virus non è scomparso e, in attesa di cure più certe e dei vaccini, dobbiamo continuare a gestire il rischio.

È chiaro che i mesi autunnali mi preoccupano di più”.

Con l’avvicinarsi della stagione autunnale torna anche il nodo sulla ripresa dell’anno scolastico, anche se il ministro si è detto sicuro che entro il 14 settembre il 100% delle scuole riapriranno, conscio che in ogni caso non potrà esistere un rischio zero. Secondo Speranza infatti, dieci milioni di ragazzi, genitori e insegnanti che da settembre torneranno a spostarsi rappresentano: “Un numero che ci costringe a essere ancora più prudenti su altri aspetti, per accumulare ancora un po’ di vantaggio in vista della riapertura.

La polemica sui giovani

Speranza è poi tornato sulla questione della trasmissione del virus da parte dei giovani, che aveva suscitato aspre polemiche a seguito di un suo intervento del 7 agosto scorso: “Capisco il disagio e non voglio apparire un maestrino, ma i sacrifici che chiedo ai ragazzi sul metro di distanza nei treni o sulla movida hanno la scuola come obiettivo di fondo. Non mi parlate di altro. In fondo ai giovani non chiediamo di non uscire di casa, chiediamo solo di indossare le mascherine, lavarsi le mani, stare a distanza ed evitare assembramenti.

Una cosa compatibile con il godersi l’estate”.

Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.


Contatti:
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments

Contatti:
Jacopo Bongini

Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.

Leggi anche

Entire Digital Publishing - Learn to read again.