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Coronavirus, Conte: ” No a nuovo lockdown”

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Conte parla a 360 gradi di politica, coronavirus ed economia, escludendo però un nuovo lockdown in autunno.

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Intervenuto alla Festa del Fatto, il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha risposto a tutto campo su temi legati al coronavirus, politici ed economici, escludendo fin da subito un nuovo lockdown. Il premier è favorevole al taglio dei parlamentari, ma al contrario ritiene inopportuna una riapertura di stadi e discoteche.

Coronavirus, Conte esclude nuovo lockdown

Ospite alla Festa del Fatto Quotidiano, il Premier Giuseppe Conte si è reso protagonista con un’intervista a 360 gradi, esordendo fin da subito con il tema del coronavirus: “Possiamo affrontare con fiducia l’autunno, perché non saremo più nella condizione di predisporre un lockdown generalizzato“.

Il presidente del Consiglio esclude a priori un nuovo lockdown, e si mostra positivo per l’autunno: “È vero, i contagi sono in aumento, ma è l’effetto delle vacanze agostane.

Ma la crescita è contenuta, e questo è merito degli italiani, che hanno rispettato le norme di sicurezza“.

I verbali del Cts

Peter Gomez e Antonio Padellaro lo incalzano sul tema dei verbali del Cts pubblicati sul sito della Protezione Civile: “Quando si prendono decisioni molto importanti in termini di allarme sociale, è bene che si lavori in modo riservato, ma non segreto. Gli omissis? Un fatto tecnico. Di solito è per protezione della privacy, ma se ne sono occupati gli uffici“.

Recovery Fund, Mes e Referendum

In chiave politica, il premier parla dei prossimi appuntamenti politici, così come del Recovery Fund e del Mes. Sul taglio dei parlamentari si mostra favorevole: “Quella del taglio dei parlamentari è una riforma costituzionale votata dalla stragrande maggioranza parlamentare. La mia opinione è che se si passa da 945 a 600 parlamentari non viene assolutamente pregiudicata la funzionalità del Parlamento“.

Per quanto riguarda il Mes chiarisce che il suo utilizzo inciderà sulla finanza pubblica, ma che non ci saranno sprechi: “Il ministro della Salute non mi ha detto c’è bisogno di più soldi per la sanità.

Per quando riguarda il Mes non bisogna pensare che chiedendo questi soldi per la sanità li spendiamo tutti là. Ho un atteggiamento laico: se avremo bisogno di altri soldi sulla sanità ne discuteremo in Parlamento.

No a riapertura stadi

Capitolo stadi: Conte segue la linea tracciata dal comitato scientifico:Il governo non ha mai aperto alle discoteche, contrariamente a quanto s’è detto. Poi le regioni le hanno riaperte. Nello stadio l’assembramento è inevitabile, dentro, come entrando e in uscita: l’apertura la trovo inopportuna“.

L’endorsement per Draghi

In conclusione, il Premier rivela un retroscena su Mario Draghi:Quando si è lavorato per nuova una commissione Ue fu proposto innanzitutto Timmermans ma alla fine non andò a buon fine. Subito dopo io stesso cercai di creare consenso per Draghi, lo avrei visto bene come presidente della Commissione Ue. Lo ho incontrato perchè non volevo spendere il suo nome invano ma lui mi disse che non si sentiva disponibile perchè era stanco della sua esperienza europea“.

La gaffe di Conte

Nel dare i numeri di contagiati e deceduti, il premier ha commesso una gaffe. Se infatti ha correttamente fornito il numero di casi totali: fino a ieri erano 274.644, un errore lo ha commesso nel fornire la cifra dei morti e lo ha fatto parlando della manifestazione dei negazionisti del Coronavirus organizzata a Roma: “Noi vogliamo gestire una pandemia che è ancora in corso – ha dichiarato – Oggi c’è una manifestazione a Roma di persone che pensano che non esiste. A loro rispondiamo con i numeri: oltre 274mila contagiati e 135mila decessi. Punto”. Padellaro ha interrotto il premier provando a correggerlo con la cifra esatta, 35mila, ma Conte, probabilmente non sentendo la correzione, ha ribadito il numero sbagliato, 135mila.

Di Bergamo, laureato in Scienze Umanistiche per la Comunicazione e con l'ambizione di diventare giornalista. Lo sport è la mia passione, perché l'Atalanta è un mio pezzo di cuore. Divoro libri, onnivoro musicale, ma ffino ad un certo limite. Ascoltare gli altri è un piacere, scrivere lo è ancor di più.


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Marco Alborghetti

Di Bergamo, laureato in Scienze Umanistiche per la Comunicazione e con l'ambizione di diventare giornalista. Lo sport è la mia passione, perché l'Atalanta è un mio pezzo di cuore. Divoro libri, onnivoro musicale, ma ffino ad un certo limite. Ascoltare gli altri è un piacere, scrivere lo è ancor di più.

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