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Di Maio invoca più rimpatri per i tunisini: “Non scappano dalla guerra”

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Intervenendo a un comizio in Sicilia, Luigi Di Maio ha invocato un maggior numero di rimpatri per i migranti che giungono in Italia dalla Tunisia.

Aumentare i rimpatri per i tunisini che arrivano in Italia; è questo l’imperativo che Luigi Di Maio ha annunciato durante la tappa agrigentina del suo tour elettorale in Sicilia in vista delle elezioni amministrative che si terranno la prossima domenica.

Il ministro degli Esteri ha infatti affermato che i migranti partiti dalla Tunisia non hanno alcun diritto a giungere nel nostro Paese, dato che attualmente in Tunisia non è presente alcuna situazione di pericolo per la loro incolumità.

Di Maio chiede più rimpatri per i tunisini

In occasione di un comizio elettorale a Casteltermini, Di Maio ha voluto soffermarsi sui numerosi arrivi di migranti tunisini sbarcati nelle ultime settimane sulle coste siciliane: “In Tunisia non scappano da nessuna guerra o persecuzione, i tunisini non hanno nessun diritto a venire in Italia.

Per questo motivo stiamo lavorando per aumentare i rimpatri che ad oggi si attestano a circa 80 persone a settimana. Bisogna ribadire che chi arriva viene rimpatriato per farlo comprendere agli scafisti”.

Parole quelle del ministro degli Interni che hanno suscitato l’immediata reazione del vicepresidente del Senato Roberto Calderoli. L’esponente leghista ha infatti dichiarato: “Improvvisamente Di Maio si sveglia e annuncia che i tunisini ‘non hanno alcun diritto di venire in Italia perché non fuggono da nessuna guerra e persecuzione’.

E se ne accorge ora dopo che negli ultimi mesi ne abbiamo fatti entrare e accolti 20mila? Meglio tardi che mai, ma ora dalle parole passi ai fatti e dica al ministro Lamorgese di chiudere i porti agli immigrati tunisini e si procedere all’immediata espulsione di tutti quelli arrivati”.

Le parole sul Recovery Fund

Successivamente, Di Maio ha inoltre parlato anche del Recovery Fund e di come l’Italia potrà sfruttare i soldi ottenuti nel prossimo futuro: “Come accaduto dopo la seconda guerra mondiale il Recovery Fund porterà 209 miliardi di euro per ricostruire l’Italia.

Il nostro paese è il primo per fondi ottenuti dopo la crisi del Coronavirus, adesso dipende da chi spenderà questi soldi: ai sindaci sarà dato il mandato di investire questi fondi in infrastrutture e in servizi sociali per aiutare nella ripresa le famiglie e le imprese”.

Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.


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Jacopo Bongini

Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.

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