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L’annuncio di Calenda: “Mi candido a Sindaco di Roma”

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Il leader di Azione approfitta del salotto tv di Fazio e rompe gli indugi lanciando la sua candidatura a Sindaco di Roma senza le primarie e con il PD

carlo calenda leader di azione

Carlo Calenda rompe gli indugi e per farlo approfitta del salotto televisivo di Fabio Fazio. Ospite della trasmissione “Che tempo che fa” vola a ruota libera annunciando anche la sua candidatura a Sindaco di Roma

Il leader di Azione stuzzicato da Fazio parla del Campidoglio.

“Auspico un largo appoggio alla mia candidatura. Chi ha una possibilità di guidare la città dove è nata la cultura occidentale e riportarla tra le grandi capitali europee lo deve fare”, dice Calenda. Viene incalzato sui suoi rapporti con il Partito Democratico e sulla posizione del PD “Io non posso parlare a nome del Partito Democratico. Auspico ci sia un appoggio largo, rimettere a posto questa città non è un lavoro che può fare una sola persona.

E’ un lavoro corale e non riguarda solo le forze politiche. Io cercherò in tutti i modi di mettere insieme una coalizione di forze politiche e sociali”.

Proprio il rapporto con il Partito Democratico è uno dei grandi temi che Calenda vuole chiarire subito, vuole spazzare dal tavolo per evitare facili equivoci, un Partito Democratico che Calenda ritiene un valido alleato e con il quale condivide temi importanti, come la contrarietà agli accordi con il 5 Stelle.

Riguardo all’appoggio del Partito Democratico alla sua candidatura a Sindaco sostiene che “dovrebbero farlo se pensano che io sia la persona adatta per governare Roma. E’ la stessa ragione che, appena uscito dal Partito Democratico, mi ha spinto a sostenere Stefano Bonaccini come governatore dell’Emilia Romagna. La politica è questo, mettere le persone giuste al posto giusto. Io sono uscito dal Pd perché ho sempre detto ‘mai con i 5 stelle’.

Loro hanno cambiato idea. Questa differenza a livello nazionale non ci divide quando parliamo di Roma, entrambi pensiamo che la gestione Cinquestelle a Roma sia stata disastrosa. Con la Raggi è peggiorato tutto, niente è migliorato. C’è un’emergenza sanitaria: come possiamo pensare di organizzare le primarie a cui partecipi tanta gente, quando la gente ha paura di uscire di casa? Le primarie poi non sono sempre state la panacea. Alle ultime primarie persero Gentiloni e Sassoli, vinse Marino che poi il Pd rimosse”.

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