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Dpcm, Speranza sgrida le Regioni: “Presenti in ogni fase del lavoro”

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Il Ministro della Salute ha spiegato che ogni decisione contenuta nel Dpcm è stata discussa e condivisa con i Presidenti.

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Il ministro della Salute, Roberto Speranza, è intervenuto alla Camera dei deputati in un’informativa per spiegare le decisioni contenute nell’ultimo Dpcm che entrerà in vigore a partire dal 6 novembre. “Questo provvedimento è in piena continuità con i precedenti e con le azioni del governo, dalle prime misure di febbraio, al lockdown, a questa ordinanza c’è un filo comune”, ha detto Speranza, “questo filo comune è il primato della tutela della salute e l’idea di difendere persone e la loro vita”.

Dpcm, Speranza sgrida le Regioni

“L’ordinanza è figlia di un lavoro lungo e faticoso – ha spiegato Roberto Speranza, rispondendo a tutti quei Presidenti di Regione che hanno protestato, anche con parole forti –.

I criteri di monitoraggio su 21 parametri sono stati condivisi con le Regioni da ventiquattro settimane, senza che una sola di loro abbia mai eccepito sul modello“. E “il documento dal quale derivano le scelte è stato approvato dalla Conferenza delle Regioni e delle province autonome”. Poi: “I dati su cui si effettuano le rilevazioni vengono caricati ogni settimana dalle Regioni sul database dell’Istituto superiore della sanità, la fonte sono loro i dati vengono elaborati dalla cabina di regia, che comprende tre rappresentanti dell’Iss, tre del Ministero della Salute, tre della Conferenza delle Regioni.

In tutte le fasi del nostro lavoro c’è stato il coinvolgimento sia delle principali istituzioni scientifiche del nostro paese sia delle Regioni”.

Successivamente il ministro della Salute ha spiegato come viene deciso se una Regione è gialla, arancione o rossa: “Ciascuna Regione viene classificata in base all’indice di rischio prodotto dai 21 indicatori e agli scenari definiti attraverso l’Rt: scenario uno con Rt inferiore a 1, scenario due con Rt tra 1 e 1,25, scenario tre con Rt tra 1,25 e 1,5, scenario quattro con Rt superiore a 1,5.

Se il rischio è alto e lo scenario è il quarto la Regione è in zona rossa, se il rischio è alto e lo scenario è il terzo la Regione è in zona arancione”.

Nato il 18 luglio del 1990, vive a Cassina de' Pecchi. Si è laureato in Storia per seguire la propria voglia di conoscere il passato, ho iniziato l'attività giornalistica per analizzare il presente e le sue innumerevoli contraddizioni. Collabora con Metropolis Notizie e Notizie.it.


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Mattia Pirola

Nato il 18 luglio del 1990, vive a Cassina de' Pecchi. Si è laureato in Storia per seguire la propria voglia di conoscere il passato, ho iniziato l'attività giornalistica per analizzare il presente e le sue innumerevoli contraddizioni. Collabora con Metropolis Notizie e Notizie.it.

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