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Naufragio migranti, Salvini: “Mi piange il cuore, ma chi parte rischia”

Il leader della Lega è intervenuto a Mattino 5 su diversi temi di attualità

Matteo Salvini
Matteo Salvini

Il leader della Lega Matteo Salvini, ospite a Mattino 5, ha parlato di diversi argomenti: ospedali, cure a casa per i malati di Covid-19, anziani disabili e infine il recente naufragio di migranti nel mediterraneo e il taglio dell’Iva.

Sulla gestione dell’emergenza sanitaria, ha sottolineato di come servano “cure a domicilio, laddove possibile, con dispositivi a casa, per non intasare ospedali”. Il leader del Carroccio si è detto poi fiducioso che la prossima settimana l’Agenzia italiana del farmaco approvi “il protocollo con cui i medici possono aiutare a casa i malati con farmaci che si sono dimostrati efficaci”. E ancora: “Servono fasce protette per gli anziani, senza chiudere in casa 60 milioni di italiani, sui 6 milioni di disabili stiamo lavorando per tenere aperti i centri”.

Naufragio migranti, Salvini: “Tragedia”

Matteo Salvini è poi passato a quella che è l’ennesima tragedia del naufragio di migranti avvenuto nei giorni scorsi nel Mediterraneo, durante il quale ha perso la vita Joseph, un bimbo di 6 mesi. “Sono immagini che ti strappano il cuore – ha detto il leghista -. Più barconi e barchini partono, più queste persone rischiano di andare incontro a un destino tragico“.

Sul primo governo Conte ha invece dichiarato: “Lo spietato Salvini aveva più che dimezzato le morti in mare e tutelato gli immigrati regolari.

Meno gente parte, meno gente rischia. Chi fa politica dei porti aperti, incentivando le partenze, aumenta la probabilità di tragedie”.

Infine ha concluso parlando della recente crisi sanitaria: “Oltre alla tutela sanitaria serve quella economica ci sono tante persone a cui il governo ha chiuso il negozio l’attività: quello che chiediamo è di sospendere tutte le scadenze fiscali da qui a fine anno”. Infine sul Natale: “Manca più di un mese, ma spero che quello che si sta mettendo in campo serva a regalare qualche sorriso e abbraccio”. La speranza è “in un Natale non con i cenoni con 20 persone, ma vorrei vedere mia madre e mio padre, mia sorella e i nipotini“.

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