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Boccia: “Coprifuoco a Capodanno, la salute viene prima di tutto”

Il ministro Francesco Boccia ha confermato la volontà del governo di lasciare il coprifuoco dalle 22 anche nella notte di Capodanno.

boccia regioni

Dopo la conferma da parte di Speranza, a ribadire che anche a Capodanno sarà in vigore il coprifuoco è stato il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia. L’esponente del governo ha spiegato che la linea da adottare è quella della prudenza e dunque “se decidiamo che c’è un limite orario per gli spostamenti e che si torna a casa indipendentemente da quello che c’è da fare l’inizio dell’anno si festeggerà a casa“.

Boccia conferma coprifuoco a Capodanno

Intervistato a RaiNews24 ha sottolineato che l’esecutivo metterà la salute davanti a tutto. Niente festeggiamenti dunque in occasione del 24 e del 31 dicembre, che rischierebbero di avere lo stesso effetto dell’estate e vanificare gli sforzi sin qui fatti. Per quanto riguarda invece i ricongiungimenti familiari tra parenti che vivono in regioni distinte Boccia ha spiegato che “c’è un confronto che andrà avanti, ma qui si tratta di dare priorità assoluta alla difesa delle reti sanitarie“.

L’obiettivo è infatti quello di evitare la terza ondata e per farlo è necessario continuare con il rigore e il distanziamento sociale che devono prevalere su qualsiasi esigenza. “A dicembre con queste misure si può consentire di rimettere in sicurezza l’intero sistema incrociando la campagna vaccinale in primavera. Ma per farlo non possiamo consentire rallentamenti“, ha aggiunto.

Ha poi commentato gli assembramenti nelle vie dello shopping avvenuti nelle regioni che da rosse sono passate ad arancioni e la folla in alcune strade romane.

Riconoscendo che sia inevitabile che quando si riaprono attività commerciali ci sia la voglia di tornare in giro, ha lanciato il monito sul rispetto delle regole.

Il ministro ha infine esplicato l’iter che seguirà il governo per approvare il dpcm. Nella mattinata di martedì 1 dicembre ci sarà una riunione Stato-regioni con Speranza, poi si riferisce in Parlamento dove ci sarà anche una discussione e da ultimo il Premier tira le somme e vara il provvedimento.

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