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Covid, Cirio: “Gli assembramenti a Torino sono inaccettabili”

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Le regole contro il covid vengono meno e a Torino si creano assembramenti. Cirio: "Inaccettabile".

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Da più parti sono arrivate critiche ai cittadini per i comportamenti registrati nella giornata di ieri, domenica 29 novembre, quando in molti si sono ammassati, come se nulla fosse, davanti a store e negozi per lo shopping. A colpire sono state sopratutto le strade di Milano e Torino, fino a qualche ora prima zona rossa, gremite di gente come se il covid non avesse mai interessato quelle aree.

Il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, ha voluto prendere le distanze da tutto questo e denunciare gli assembramenti nel corso del suo intervento a Radio Veronica One: “Quello che ho visto ieri in alcune vie a Torino è qualcosa che mi riporta con la mente in estate e non possiamo permettercelo. È qualcosa di inaccettabile“.

Covid, Cirio sugli assembramenti di Torino

Oggi Cirio, così come i suoi omologhi degli altri territori, prenderà parte nella Conferenza delle Regioni, appuntamento importante per cercare di organizzare nel migliore dei modi e in sicurezza l’imminente arrivo del Natale. “Questa mattina – dice Cirio – parteciperò al Comitato per l’Ordine pubblico e chiederò al prefetto interventi rigorosissimi. So che le forze dell’ordine hanno fatto tanto ma evidentemente non basta. I piemontesi si stanno comportando in modo serio, ma laddove ci sono situazioni che scappano di mano bisogna intervenire subito in maniera netta”.

Ciò che si cercherà di evitare è il cosiddetto liberi tutti, con le principali Regioni italiane che sarebbero dunque favorevoli a misure drastiche e severe. Ad andare in contro tendenza in tal senso è Giovanni Toti, che ha addirittura avanzato l’ipotesi che i ristoranti possano tornare ad essere aperti la sera durante le feste per permettergli di guadagnare. Una battaglia, la sua, che non dovrebbe trovare grande appoggio sia a livello territoriale che nazionale.

Nato a Latina nel 1991, è laureato in Economia e Marketing. Dopo un Master al Sole24Ore ha collaborato con TGcom24, IlGiornaleOff e Radio Rock.


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Manlio Amelio
30 Novembre 2020 13:45

e vai altro cretino, voi cretini come Cirio, Boccia, Zampa etc etc, siete inaccettabili, no la gente che si riprende la propria vita, altro coglione che pensa che tutti siano stupidi come i politici che ci governano, ma come si può sostenere che i 30, 40 mila contagi di novembre siano dovuti all’estate? solo un coglione dal cervello in apoptosi può sostenere una cosa del genere oppure ci può credere, ma sti cazzo di giornalisti asserviti quando li manderanno a fan culo sti politici del cazzo forse allora vivremmo meglio…


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Riccardo Castrichini

Nato a Latina nel 1991, è laureato in Economia e Marketing. Dopo un Master al Sole24Ore ha collaborato con TGcom24, IlGiornaleOff e Radio Rock.

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