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Covid, Valle d’Aosta emette provvedimento contro dpcm: polemica col governo

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La Valle d'Aosta pronta a trasgredire le misure del dpcm contro il Covid-19.

valle d'aosta

La polemica tra il Governo e la Valle d’Aosta continua. La Regione, nonostante si trovi ancora in zona rossa, vuole tornare alla normalità. Prima ha richiesto a gran voce il via libera per la riapertura degli impianti sciistici, adesso ha disposto con un’ordinanza che prevede la ripresa delle attività degli esercizi commerciali.

Il provvedimento, tuttavia, verrà impugnato.

L’ordinanza della Valle d’Aosta

La norma approvata dal Consiglio regionale della Valle d’Aosta disciplina le “libertà di movimento dei cittadini, le attività economiche e le relazioni sociali, compatibilmente con le misure di contrasto alla diffusione del virus“. In particolare, nonostante sia zona rossa, prevede  che la Regione intervenga tra l’altro sulle “aperture degli esercizi commerciali” e sulla “pratica dell’attività sportiva“. Rende inoltre possibile lo svolgimento di eventi e manifestazioni se “previsti da un’ordinanza del Presidente della Regione” e anche eventi ecclesiastici o religiosi

La risposta del Governo centrale è stata tempestiva.

Il Ministro degli Affari regionali, Francesco Boccia, ha invitato il governatore Erik Lavévaz a revocare l’ordinanza tramite una lettera. Nel testo ricorda “le responsabilità che potrebbero derivare dall’applicazione delle misure introdotte riguardo alla tenuta delle reti sanitarie e alla tutela della salute dei cittadini valdostani“.

Da parte sua il Presidente della Valle d’Aosta, Erik Lavévaz, ha annunciato che impugnerà l’ordinanza tramite cui il Governo ha reso Calabria, Piemonte e Lombardia zone arancioni.

Gli impianti sciistici

È ancora molto caldo, inoltre, il tema della riapertura degli impianti sciistici. Il governatore Erik Lavévaz non si arrende. “Non so se per una mancanza di conoscenza della montagna o più semplicemente per sensibilità diverse da parte dei componenti del governo, ma devo dire che una cosa che ho visto chiaramente è la difficoltà a far capire al governo stesso le esigenze legittime della montagna: l’impressione è che si veda la montagna come un parco giochi per le grandi città, cosa che sappiamo bene non essere così“, ha detto.

Nata a Palermo, classe 1998, è laureata in Scienze delle comunicazioni per i media e le istituzioni e iscritta all'Albo dei giornalisti pubblicisti. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Mediagol e itPalermo.


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Chiara Ferrara

Nata a Palermo, classe 1998, è laureata in Scienze delle comunicazioni per i media e le istituzioni e iscritta all'Albo dei giornalisti pubblicisti. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Mediagol e itPalermo.

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